lunedì 28 marzo 2011
sabato 26 marzo 2011
venerdì 25 marzo 2011
giovedì 24 marzo 2011
venerdì 18 marzo 2011
giovedì 17 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011
domenica 13 marzo 2011
Comprereste un voto usato da quest'uomo?
Comprereste un voto usato da quest'uomo?
Quando sbaglio lo faccio in buona fede, ma subito dopo mi incazzo con me stesso. Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri, uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog come indipendente che subito dopo si è iscritto per coerenza a un partito. Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. L'europarlamento è un passaggio per traguardi più importanti e di grande visibilità. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza.
De Magistris si è candidato a sindaco di Napoli, ma solo lo scorso anno diceva in un'intervista al Fatto Quotidiano: "Ringrazio chi, tra partiti e società civile, vede in me un’alternativa a un quadro politico moribondo, crollato sulla questione morale. Tocca a me? Certo, tocca a me ogni giorno, da quando ho deciso di impegnarmi in politica... da europarlamentare e presidente della commissione di controllo sui bilanci mi sto occupando in Europa di dimostrare che l’immagine dell’Italia non è solo quella di Berlusconi, e di impiegare al meglio i fondi europei, spezzando ogni legame tra le risorse Ue e la criminalità organizzata... dovrei dimettermi dal Parlamento europeo. E in politica c’è un valore che pochi ricordano, specie in questi giorni: la coerenza. Ho fatto campagna elettorale in tutta Italia raccogliendo consensi ovunque per dedicarmi ai temi dell’Europa. Lasciare il lavoro incompiuto non sarebbe un bel segnale."
Dal blog di Antonio Borghesi, suo compagno di partito: "ho appreso che saresti stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Salerno perché, quale sostituto procuratore in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnatario del procedimento penale n.2552/05/Mod.21 a carico dei magistrati di Potenza, omettendo di procedere alle indagini ordinate ... dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro...indebitamente rifiutava di compiere un atto del suo ufficio". "I fatti sarebbero i seguenti: un commerciante salentino, ridotto sul lastrico, nel vero senso della parola perché da una posizione florida ora è un senza tetto, denunciò alcuni magistrati per favoreggiamento con banche usuraie". De Magistris si sarebbe "rifiutato d'indagare, come ordinato dal GIP, su collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi di reato gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari".
De Magistris, intervistato in merito ha risposto: "…..bisogna guardare ai reati. Una cosa è la corruzione e l’associazione mafiosa, un’altra l’omissione o altre vicende minori. E che facciamo, lasciamo che ogni denuncia blocchi l’attività di un politico? E' un clamoroso errore giudiziario... I magistrati possono commettere errori...". Una risposta all'altezza di Berlusconi, ma anche di Mastella da Ceppaloni che vorrebbe candidarsi pure lui a Napoli. Mastellone ha presentato al Tribunale di Benevento un atto di citazione contro de Magistris per diffamazione. Per chiunque sarebbe una medaglia al valore una denuncia da parte del ceppalonico con la possibilità di inchiodarlo in tribunale, ma non per de Magistris che ha richiesto alla presidenza dell’assemblea UE di far valere la sua immunità parlamentare. Amen.
Quando sbaglio lo faccio in buona fede, ma subito dopo mi incazzo con me stesso. Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri, uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog come indipendente che subito dopo si è iscritto per coerenza a un partito. Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. L'europarlamento è un passaggio per traguardi più importanti e di grande visibilità. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza.
De Magistris si è candidato a sindaco di Napoli, ma solo lo scorso anno diceva in un'intervista al Fatto Quotidiano: "Ringrazio chi, tra partiti e società civile, vede in me un’alternativa a un quadro politico moribondo, crollato sulla questione morale. Tocca a me? Certo, tocca a me ogni giorno, da quando ho deciso di impegnarmi in politica... da europarlamentare e presidente della commissione di controllo sui bilanci mi sto occupando in Europa di dimostrare che l’immagine dell’Italia non è solo quella di Berlusconi, e di impiegare al meglio i fondi europei, spezzando ogni legame tra le risorse Ue e la criminalità organizzata... dovrei dimettermi dal Parlamento europeo. E in politica c’è un valore che pochi ricordano, specie in questi giorni: la coerenza. Ho fatto campagna elettorale in tutta Italia raccogliendo consensi ovunque per dedicarmi ai temi dell’Europa. Lasciare il lavoro incompiuto non sarebbe un bel segnale."
Dal blog di Antonio Borghesi, suo compagno di partito: "ho appreso che saresti stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Salerno perché, quale sostituto procuratore in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnatario del procedimento penale n.2552/05/Mod.21 a carico dei magistrati di Potenza, omettendo di procedere alle indagini ordinate ... dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro...indebitamente rifiutava di compiere un atto del suo ufficio". "I fatti sarebbero i seguenti: un commerciante salentino, ridotto sul lastrico, nel vero senso della parola perché da una posizione florida ora è un senza tetto, denunciò alcuni magistrati per favoreggiamento con banche usuraie". De Magistris si sarebbe "rifiutato d'indagare, come ordinato dal GIP, su collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi di reato gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari".
De Magistris, intervistato in merito ha risposto: "…..bisogna guardare ai reati. Una cosa è la corruzione e l’associazione mafiosa, un’altra l’omissione o altre vicende minori. E che facciamo, lasciamo che ogni denuncia blocchi l’attività di un politico? E' un clamoroso errore giudiziario... I magistrati possono commettere errori...". Una risposta all'altezza di Berlusconi, ma anche di Mastella da Ceppaloni che vorrebbe candidarsi pure lui a Napoli. Mastellone ha presentato al Tribunale di Benevento un atto di citazione contro de Magistris per diffamazione. Per chiunque sarebbe una medaglia al valore una denuncia da parte del ceppalonico con la possibilità di inchiodarlo in tribunale, ma non per de Magistris che ha richiesto alla presidenza dell’assemblea UE di far valere la sua immunità parlamentare. Amen.
lunedì 7 marzo 2011
Regione Puglia: I lavori della III Commissione.
Regione Puglia: I lavori della III Commissione. La commissione Sanità ha espresso parere favorevole, con il voto contrario del centrodestra e dell’Udc, al Regolamento di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per l’anno 2010.
La commissione Sanità ha espresso parere favorevole, con il voto contrario del centrodestra e dell’Udc, al Regolamento di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per l’anno 2010.
“Il tempo passa e arrivano le scadenze – ha esordito l’assessore Tommaso Fiore - Il 15 marzo è la data in cui devono essere avviati i processi di adempimento relativi al Piano di rientro e dobbiamo tenere fede agli impegni presi”.
Poi, irremovibile, l’assessore ha spiegato: “Opereremo con gradualità su alcuni provvedimenti che non possono essere immediatamente attuati per questioni logistiche. Revisioni di tagli in eccesso saranno presi in considerazione a giugno, ma in questa sede non posso che attenermi al programma governativo. Gli emendamenti presentati da questa commissione che rappresentano un cambiamento secco al Piano di rientro, saranno approfonditi quindi solo in una seconda fase, concordandoli con il governo nazionale”.
Inevitabili i mugugni del Pd. “L’assessore – ha detto il consigliere Pino Romano - ribadisce una sostanziale immodificabilità della delibera di dicembre. Quando abbiamo incardinato il regolamento però, ci eravamo impegnati in questa sede ad una rivisitazione del regolamento a saldi invariati dei posti letto complessivi. I nostri suggerimenti non sono battaglie di campanile, mirano invece ad ottenere un disegno logico e consequenziale al Piano di rientro”.
Ha cercato di mediare il consigliere PD Antonio Maniglio: “Le osservazioni dei consiglieri sono comprensibili. Cerchiamo di trovare nel merito qualche soluzione, altrimenti sarebbe stato meglio dire, come per il Piano di rientro, ‘Prendere o lasciare’ e si era invece data l’impressione che qualche modifica era possibile introdurla. C’è la necessità di dare una risposta alternativa alla chiusura di 18 ospedali. L’assessore dice: ‘Non è questo il tempo’ e io mi permetto di dissentire, perché bisogna avere almeno un’idea, una proposta, un cronoprogramma rispetto ai servizi alternativi alla degenza ospedaliera”.
“La riflessione tecnica – ha sottolineato Fiore - deve essere ‘smacinata’ in corso d’opera. In questo momento però ho bisogno che la commissione licenzi un testo che mi permetta di lavorare, altrimenti rischio di arrivare a Roma il 17 con una bolla di sapone”.
Sebbene alcuni consiglieri del centrosinistra si siano dichiarati “critici” nei confronti di questo regolamento (la dichiarazione di voto del PD affidata al consigliere Gerardo De Gennaro è stata: “Votiamo a favore del regolamento per disciplina di partito, ma ne siamo già pentiti”), Fiore è riuscito ad “incassare” il parere favorevole della commissione ribadendo che “alcune situazioni, come il reparto di Ostetricia di Ostuni che sarà difficile trasferire a Fasano, sono prettamente tecniche. E come tali saranno accolte subito dal Regolamento perché cercherò di accogliere tutti gli emendamenti ‘accoglibili’. Mi impegno poi a valutare tutti i problemi messi in luce oggi, tentando di applicare correttivi in corso d’opera da sottoporre ai tavoli romani”.(m.r.c.)
La commissione Sanità ha espresso parere favorevole, con il voto contrario del centrodestra e dell’Udc, al Regolamento di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia per l’anno 2010.
“Il tempo passa e arrivano le scadenze – ha esordito l’assessore Tommaso Fiore - Il 15 marzo è la data in cui devono essere avviati i processi di adempimento relativi al Piano di rientro e dobbiamo tenere fede agli impegni presi”.
Poi, irremovibile, l’assessore ha spiegato: “Opereremo con gradualità su alcuni provvedimenti che non possono essere immediatamente attuati per questioni logistiche. Revisioni di tagli in eccesso saranno presi in considerazione a giugno, ma in questa sede non posso che attenermi al programma governativo. Gli emendamenti presentati da questa commissione che rappresentano un cambiamento secco al Piano di rientro, saranno approfonditi quindi solo in una seconda fase, concordandoli con il governo nazionale”.
Inevitabili i mugugni del Pd. “L’assessore – ha detto il consigliere Pino Romano - ribadisce una sostanziale immodificabilità della delibera di dicembre. Quando abbiamo incardinato il regolamento però, ci eravamo impegnati in questa sede ad una rivisitazione del regolamento a saldi invariati dei posti letto complessivi. I nostri suggerimenti non sono battaglie di campanile, mirano invece ad ottenere un disegno logico e consequenziale al Piano di rientro”.
Ha cercato di mediare il consigliere PD Antonio Maniglio: “Le osservazioni dei consiglieri sono comprensibili. Cerchiamo di trovare nel merito qualche soluzione, altrimenti sarebbe stato meglio dire, come per il Piano di rientro, ‘Prendere o lasciare’ e si era invece data l’impressione che qualche modifica era possibile introdurla. C’è la necessità di dare una risposta alternativa alla chiusura di 18 ospedali. L’assessore dice: ‘Non è questo il tempo’ e io mi permetto di dissentire, perché bisogna avere almeno un’idea, una proposta, un cronoprogramma rispetto ai servizi alternativi alla degenza ospedaliera”.
“La riflessione tecnica – ha sottolineato Fiore - deve essere ‘smacinata’ in corso d’opera. In questo momento però ho bisogno che la commissione licenzi un testo che mi permetta di lavorare, altrimenti rischio di arrivare a Roma il 17 con una bolla di sapone”.
Sebbene alcuni consiglieri del centrosinistra si siano dichiarati “critici” nei confronti di questo regolamento (la dichiarazione di voto del PD affidata al consigliere Gerardo De Gennaro è stata: “Votiamo a favore del regolamento per disciplina di partito, ma ne siamo già pentiti”), Fiore è riuscito ad “incassare” il parere favorevole della commissione ribadendo che “alcune situazioni, come il reparto di Ostetricia di Ostuni che sarà difficile trasferire a Fasano, sono prettamente tecniche. E come tali saranno accolte subito dal Regolamento perché cercherò di accogliere tutti gli emendamenti ‘accoglibili’. Mi impegno poi a valutare tutti i problemi messi in luce oggi, tentando di applicare correttivi in corso d’opera da sottoporre ai tavoli romani”.(m.r.c.)
sabato 5 marzo 2011
venerdì 4 marzo 2011
La siesta pomeridiana fa bene al cuore
La siesta pomeridiana fa bene al cuore
Tre quarti d'ora di siesta al giorno fanno bene al cuore aiutando a tenere bassa la pressione sanguigna.
Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Allegheny College in Pennsylvania con uno studio pubblicato dal Journal of Behavioural Medicine. I ricercatori hanno diviso 85 studenti in buona salute in due gruppi, ad uno dei quali era consentita una siesta pomeridiana fino a un'ora, mentre l'altro non dormiva al pomeriggio.
Dopo il pisolino agli studenti di entrambi i gruppi è stato chiesto di effettuare un test mentale che aumenta la pressione sanguigna: l'aumento è risultato minore negli elementi che avevano dormito.
'I nostri risultati suggeriscono che il pisolino pomeridiano può dare benefici accelerando il recupero cardiovascolare dopo una situazione di stress - scrivono gli autori - saranno necessarie ulteriori ricerche per capire il meccanismo di questo fenomeno, ma comunque quella di dormire al pomeriggio sembra essere una pratica protettiva soprattutto per gli individui con rischio cardiaco o con una cattiva qualità del sonno notturno".
Se invece hai un dubbio o un problema da sottoporci, accedi al servizio l'Esperto risponde
AGI Salute
Tre quarti d'ora di siesta al giorno fanno bene al cuore aiutando a tenere bassa la pressione sanguigna.
Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Allegheny College in Pennsylvania con uno studio pubblicato dal Journal of Behavioural Medicine. I ricercatori hanno diviso 85 studenti in buona salute in due gruppi, ad uno dei quali era consentita una siesta pomeridiana fino a un'ora, mentre l'altro non dormiva al pomeriggio.
Dopo il pisolino agli studenti di entrambi i gruppi è stato chiesto di effettuare un test mentale che aumenta la pressione sanguigna: l'aumento è risultato minore negli elementi che avevano dormito.
'I nostri risultati suggeriscono che il pisolino pomeridiano può dare benefici accelerando il recupero cardiovascolare dopo una situazione di stress - scrivono gli autori - saranno necessarie ulteriori ricerche per capire il meccanismo di questo fenomeno, ma comunque quella di dormire al pomeriggio sembra essere una pratica protettiva soprattutto per gli individui con rischio cardiaco o con una cattiva qualità del sonno notturno".
Se invece hai un dubbio o un problema da sottoporci, accedi al servizio l'Esperto risponde
AGI Salute
martedì 1 marzo 2011
domenica 27 febbraio 2011
giovedì 24 febbraio 2011
Zullo: “Azione penale obbligatoria per Berlusconi ma non per Ronaldo”
Zullo: “Azione penale obbligatoria per Berlusconi ma non per Ronaldo”
Una nota del consigliere regionale PdL, Ignazio Zullo.
“Mi convinsi dell’accanimento giudiziario contro Berlusconi non certo dopo le indagini a tappeto sulle sue aziende, l’arresto del fratello Paolo e la perquisizione della sede di Forza Italia alla vigilia del voto del 1994 forse perché in quella circostanza la magistratura, non volendo, fu un prezioso alleato di Berlusconi che vinse le elezioni contro la ‘gioiosa macchina da guerra’ di Occhetto. Fu invece quella domenica a Napoli, giornata conclusiva del G7, quando fu recapitato all’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’avviso di garanzia perché fosse noto a tutto il mondo, a convincermi che qualcosa non filava per il verso giusto.
Io mi chiedevo: ‘che strano, avranno pagato lo straordinario ai collaboratori per farli lavorare di domenica pur di recapitare l’avviso di garanzia prima che si spegnessero i riflettori sul G7 in cui si discuteva di criminalità’.
E poi incalzava in me un’altra domanda: ‘e se l’avviso di garanzia fosse stato recapitato alle ore 8,00 del lunedì successivo alla domenica conclusiva del G7 cosa sarebbe cambiato per la giustizia?’ Quella con la G maiuscola ovviamente.
Oggi mi tocca riflettere su un’altra domanda che mi assale: ‘se l’azione penale in Italia è obbligatoria, perché Berlusconi che, stante alcune pubblicazioni di stralci di interrogatori di una nota ragazza minorenne all’epoca dei fatti, non avrebbe fatto sesso e non avrebbe pagato è a giudizio con rito immediato per prostituzione minorile e Ronaldo, che a dire di quella ragazza all’epoca dei fatti minorenne, avrebbe fatto sesso a pagamento con lei non è assoggettato all’azione penale?’ Forse perché il primo sarebbe un peccatore e l’altro un cristiano?
Spero che riflettano tutti gli italiani anche quelli che colgono il problema in Berlusconi”./(comunicato)
Una nota del consigliere regionale PdL, Ignazio Zullo.
“Mi convinsi dell’accanimento giudiziario contro Berlusconi non certo dopo le indagini a tappeto sulle sue aziende, l’arresto del fratello Paolo e la perquisizione della sede di Forza Italia alla vigilia del voto del 1994 forse perché in quella circostanza la magistratura, non volendo, fu un prezioso alleato di Berlusconi che vinse le elezioni contro la ‘gioiosa macchina da guerra’ di Occhetto. Fu invece quella domenica a Napoli, giornata conclusiva del G7, quando fu recapitato all’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’avviso di garanzia perché fosse noto a tutto il mondo, a convincermi che qualcosa non filava per il verso giusto.
Io mi chiedevo: ‘che strano, avranno pagato lo straordinario ai collaboratori per farli lavorare di domenica pur di recapitare l’avviso di garanzia prima che si spegnessero i riflettori sul G7 in cui si discuteva di criminalità’.
E poi incalzava in me un’altra domanda: ‘e se l’avviso di garanzia fosse stato recapitato alle ore 8,00 del lunedì successivo alla domenica conclusiva del G7 cosa sarebbe cambiato per la giustizia?’ Quella con la G maiuscola ovviamente.
Oggi mi tocca riflettere su un’altra domanda che mi assale: ‘se l’azione penale in Italia è obbligatoria, perché Berlusconi che, stante alcune pubblicazioni di stralci di interrogatori di una nota ragazza minorenne all’epoca dei fatti, non avrebbe fatto sesso e non avrebbe pagato è a giudizio con rito immediato per prostituzione minorile e Ronaldo, che a dire di quella ragazza all’epoca dei fatti minorenne, avrebbe fatto sesso a pagamento con lei non è assoggettato all’azione penale?’ Forse perché il primo sarebbe un peccatore e l’altro un cristiano?
Spero che riflettano tutti gli italiani anche quelli che colgono il problema in Berlusconi”./(comunicato)
sabato 19 febbraio 2011
PERCHE' SANREMO E' SANREMO!
PERCHE' SANREMO E' SANREMO!
RASSEGNA STAMPA QUARTA SERATA (18 FEBBRAIO 2011)
LA REPUBBLICA
De Niro e Bellucci, Morandi nel pallone
E Luca e Paolo assolvono Berlusconi
Stasera si decide il vincitore fra i debuttanti, mentre i big duettano con artisti ospiti. Sul palco la star americana e Monica Bellucci, protagonisti di "Manuale d'amore 3", gaffe del conduttore. Una confusa Canalis intervista l'attore americano. Poi i Take That, a sedici anni dal bagno di folla a Sanremo. Luca e Paolo ridono del Pd. Poi sugli scandali del premier: "Non ha sbagliato, gli ha detto sfiga"
dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI
SANREMO - Festival al giro di boa, quarta serata dopo gli ascolti-boom della terza, baciata da Roberto Benigni. Si decide il vincitore dei Giovani, è Raphael Gualazzi. Tornano all'Ariston i Take That a sedici anni dal precedente bagno di folla sanremese, Robert De Niro e Monica Bellucci presentano Manuale d'amore 3 di cui sono protagonisti, i big rimasti in gara cantano accompagnati da un artista ospite. L'eliminazione definitiva di Patty Pravo (punita dal televoto insieme ad Anna Oxa) la sconta pure Morgan, che avrebbe dovuto affiancarla e che quindi non riesce a "riconquistare" Sanremo dopo l'eliminazione dell'anno scorso. Eliminati anche Tricarico e Max Pezzali. Aprono la serata Belen e Elisabetta. La Canalis prende un sacco di papere nonostante tenga gli occhi fissi sul gobbo, lassù in alto, che sembra Bernadette. Luca e Paolo tornano a colpire: prima tocca al Pd: Uno su mille ce la fa, o dell'affannosa ricerca di un leader. Poi assolvono Berlusconi: le donne, gli scandali, chi - potendoselo permettere - non avrebbe fatto come lui? "Gli ha solo detto sfiga".
Sfilano i duetti. Francesco Renga canta con Emma e i Modà, Carmen Consoli è al fianco di Madonia e Battiato, Francesco Sarcina accompagna Giusy Ferreri, Nina Zilli i La Crus, un coro di bambini fa da contorno a Tricarico, L'Aura affianca Nathalie, Irene Fornaciari fa coppia con Van De Sfroos e la PFM con Roberto Vecchioni. Barbarossa e Del Rosario e Max Pezzali si affidano a uno sketch: i primi con Neri Marcorè, il secondo con Lillo e Greg.
Molto diva Monica Bellucci, bella, poco credibile quando sussurra "sono una donna come tutte" e spiega che con due figlie piccole è riuscita a organizzarsi. Chissà che fatica trovare una babysitter. L'ex ragazza di Città di Castello, ora icona internazionale di sensualità, chiacchiera con Morandi, emozionato da copione ("sono pazzo di lei da sempre"), lei che "con il tempo bisogna farci i conti e voglio diventare vecchia, vecchia, vecchia". Prima o poi accadrà. Come ci si sente a essere il sogno di milioni di uomini? "Non ho un'idea di me stessa, un contro è il pubblico un conto il privato". Qualcuno aveva riferito una sua frase, "in Italia non ci sono regine o principesse ma solo cortigiane", lei si affretta a precisare che "l'ho detta tanti anni fa e un giornalista me l'ha ricordato" ma niente a che fare con l'attualità o il ruolo della donna, "pensavo a figure da interpretare, in Francia trovi la regina Margot, in Italia ruoli così importanti non ce ne sono". Ma come no.
In Manuale d'amore 3, la Bellucci è la donna per cui perde la testa un professore americano in pensione. Cioè Robert De Niro, anche lui atteso da una poltroncina sul palco, che raggiunge col passo (metodo Stanislavskij?) di uno che s'è alzato dal letto cinque minuti prima. E al quale il pubblico non ritiene di dover tributare nemmeno uno straccio di standing ovation Per essere un'intervista, l'esordio non è incoraggiante. "Le non risponde volentieri alle domande, vero?", gli chiede Morandi. E quello: "Dipende". Poi la Bellucci saluta e se ne va e Morandi: "Certo che si mantiene bene...". Risate in sala. De Niro ripete stancamente quello che da settimane leggiamo ovunque, che ha accettato perché gli è piaciuto il copione, perché c'era la Bellucci, il film è una storia dolce e una figura femminile come lei dava un senso alla presenza di lui, anche un uomo maturo può perdere la testa perché l'amore non ha età. Altri tre duetti, e De Niro rientra per sottoporsi questa volta alle domande della Canalis, che non si capisce perché ma il pubblico si deve convincere che lei parla inglese. Risultato di comicità involontaria. Domande confuse, tradotte o non tradotte, con Morandi di fianco che a tratti sembra nonno Libero e a un certo punto chiede "come si dice Taxi Driver?".
L'attesa esibizione dei Take That, la ex boy band, che sedici anni fa fece sfracelli a Sanremo, preceduta da fama planetaria e seguita da orde di ragazzine isteriche, si risolve in poco più che uno spot per il concerto italiano previsto in estate. Cantano Flood, uno dei brani dell'album della reunion da settimane in cima alle classifiche. Poi qualche domanda da Canalis e Belen (ma perché stasera l'hanno conciata come Massimo Decimo Meridio?), rispondono Robbie Williams e Gary Barlow, "ritrovarsi è stato fantastico". Poi l'annuncio, "il 12 luglio a San Siro unica data", arrivederci e grazie.
Momento-satira, Luca e Paolo si producono in una canzone sul Pd parodiando quella, strafamosa, di Gianni Morandi: Uno su mille ce la fa, o dell'affannosa ricerca di un leader. Sullo sfondo, le foto degli esponenti del centrosinistra, e loro due in scena con colbacco da bolscevico. Passano in ressegna i diversi papabili, "Veltroni l'ha già pugnalato D'Alema / lui usa sempre quel sistema", "Vendola non saprei / c'è questa cosa che è un po' gay", "Con Bersani non puoi andare alle elezioni / puoi anche vincere però ti cascano i maroni", "Renzi può darsi che non perda / però è andato ad Arcore e ha pestato già una merda" e via elencando, per concludere sulla foto di Berlusconi, "dal 6 aprile è sul mercato / chissà che per tornare in pista / lui non diventi comunista". Un colpo al cerchio e uno alla botte, anche se la botte neanche se ne accorge. Dopo un po' si ride degli scandali di Berlusconi, Luca a elencare i princìpi violati, Paolo per dire che poi alla fine non c'era niente di così grave. Conclusione? "Non ha sbagliato. Gli ha detto sfiga".
IL CORRIERE DELLA SERA
Sanremo, la serata dei duetti
E Monica illumina l'Ariston
De Niro intervistato da Morandi mentre Eli traduce
L'esibizione dei Take That. Napolitano scrive a Benigni
Tra i big, eliminati (davvero) Tricarico e Max Pezzali
MILANO - Serata di duetti al festival di Sanremo. I dodici big ancora in gara si sono esibiti con altri artisti per dare maggior lustro ai loro brani ma Tricarico e Max Pezzali non passano la selezione e vengono esclusi dalla serata finale, dove invece si esibirà Raphael Gualazzi, vincitore tra i giovani.
BELLUCCI - A far brillare l'Ariston ci ha pensato però Monica Bellucci. La diva italiana, elegantissima in un romantico abito nero, ha risposto alle domande di Gianni Morandi, visibilmente confuso davanti alla scollatura mozzafiato dell'attrice umbra: «Io vorrei farle di tutto», dice con l'occhio che non riesce a staccarsi dai panorami matronali della Bellucci. Le chiede di poterle dare del «tu», poi l'abbraccia e la bacia prima di accogliere insieme sul palco Robert De Niro, co-protagonista con la Bellucci del film Manuale d'amore 3. Ma, ancora «in ginocchio da lei» davanti alla Bellucci, Morandi non riesce a evitare la gaffe mentre l'attrice sta uscendo dal palco: «Però si mantiene bene...». Chissa se la 46enne sarà stata contenta.
DE NIRO - Dopo un breve scambio di battute con la Bellucci, De Niro torna poi sul palco per un'intervista più lunga dopo un paio di duetti canori, ed Elisabetta Canalis che si impappina un po' nella traduzione simultanea. A proposito del film l'attore spiega: «Ho sentito parlare del regista, Giovanni Veronesi, da un amico in comune. Ho letto il copione e mi è piaciuto». Morandi parla poi dello spogliarello che De Niro fa nel film e dice: «Lei regge ancora bene fisicamente». De Niro replica: «È sempre imbarazzante davanti a tutta la troupe, però lo fai».
NAPOLITANO-BENIGNI - La serata era iniziata dal tappeto rosso fuori dall'Ariston. Dopo il saluto di Gianni Morandi, Daniel Ezralow ha guidato e diretto un valzer e sul palcoscenico hanno ballato insieme Canalis e Belen Rodriguez, entrambe in abiti corti per la prima volta dall'inizio del Festival. L'italiana con un abito argentato e l'argentina in celeste con inserti dorati in stile film peplum anni Sessanta (tipo Maciste contro Cleopatra), che replica più tardi anche in nero e poi in giallo limone identico al primo azzurrino. Ringraziamenti di rito all'inizio della serata da parte di Morandi, che ha omaggiato in particolare l'intervento di giovedì di Roberto Benigni. All'attore-regista toscano ha voluto fare i complimenti anche il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano. Attraverso una lettera, il capo dello Stato ha spiegato che Benigni ha saputo esprimere il sentimento dell'identità nazionale attraverso i simboli della nazione, la storia, la bandiera, l'inno. La lezione dell'artista sull'inno di Mameli è stata vista giovedì sera da poco meno di 20 milioni di spettatori. Anche la decisione presa al Consiglio dei ministri per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia ha dato l'occasione al duo comico Luca e Paolo di fare una battuta: «Non si mettevano d'accordo, alla fine si festeggia il 6 aprile - il giorno dell'udienza a Milano di Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile, ndr - e non se ne parla più».
BERLUSCONI COMUNISTA - In seguito il Luca e Paolo si presentano sul palco con colbacchi da cosacco parodiando il brano morandiano Uno su mille ce la fa. «Uno fra mille ci sarà che guidi questa opposizione. Ci basta un prestanome», cantano mentre alle loro spalle campeggia un poster di Berlusconi che loro ipotizzano capo dell'opposizione se vuole vincere le elezioni. «Allora diamo a lui il mandato, dal 6 aprile è sul mercato, chissà che per tornare in pista non diventi comunista».
I DUETTI - Sul palco dell'Ariston i big in gara si esibiscono in coppia con altri artisti. Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario, i primi a salire sul palco, sono stati accompagnati alla chitarra da Neri Marcorè. Max Pezzali ha modificato in swing la prima parte del suo brano, facendola eseguire dal duo comico Lillo e Greg. E ancora i La Crus presenti con Nina Zilli, mentre con Tricarico c'era il coro di voci bianche Silasol in un'esibizione da Zecchino d'Oro. La voce melodica di Anna Tatangelo si è unita alla grinta di Loredana Errore. Giusy Ferreri ha sposato la sua voce a quella di Francesco Sarcina delle Vibrazioni. Poi Luca Madonia e Franco Battiato sono stati accompagnati dalla conterranea catanese Carmen Consoli. Nathalie ha voluto vicino a sé L'Aura. Dopo la pausa con De Niro, riprendono i duetti con Roberto Vecchioni che presenta con la Pfm ricordando anche De Andrè. Quindi l'esibizione da minimo sindacale dei Take That (già ospiti nel 1994 e 1995) con Robin Williams (sgridato nel pomeriggio da Morandi per il ritardo con il quale si è presentato alle prove). È la volta di Davide Van De Sfroos che fa cantare in dialetto laghée Irene Fornaciari. Infine gli ultimi due duetti: Al Bano che si presenta sul palco con il conterraneo pugliese Michele Placido - che più che cantare, recita -, quindi Modà e Emma con l'ex vincitore di Sanremo Francesco Renga a chiudere la serata canora dei big, che vede l'eliminazione di Tricarico e Max Pezzali.
GIOVANI - Sfida finale a quattro nella categoria Giovani, tra i quali vince Raphael Gualazzi (Follia d'amore), superando Micaela (Fuoco e cenere) - che canta per prima perché è minorenne e deve farlo prima di mezzanottte -, Roberto Amadé (Come pioggia) e Serena Abrami (Lontano da tutto).
SALTA STALLONE - Sabato probabilmente non ci sarà Sylvester Stallone. L'accordo economico tra Rai e il suo agente infatti manca e dunque la prevista presenza dell'attore americano di origine italiana alla finalissima del Festival di Sanremo è ormai data per improbabile, se non impossibile.
IL MATTINO
Sanremo, Giovani: vince Rafael Gualazzi
Big, fuori Tricarico e Max Pezzali
Gli elogi di Napolitano a Benigni
SANREMO – Rafael Gualazzi con "Follia D'Amore" è il vincitore del Sanremo Giovani 2011. A seguire la giovane Micaela, seguità da Roberto Amadè e quindi Serena Abrami. Per la categoria Big non passano alla finale di questa sera Tricarico e Max Pezzali.Il televoto, nel corso della quarta serata del Festival, ha decretato l'eliminazione dei due cantanti, in gara rispettivamente con i brani 'Tre colori' e 'Il mio secondo tempo'.
Tocca alle primedonne del festival aprire la quarta serata del festival di Sanremo, con la proclamazione del vincitore della categoria Giovani e la presenza degli ospiti internazionali più attesi, prima Robert De Niro con Monica Bellucci, poi i Take That con il ritrovato Robbie Williams, con il quale nel pomeriggio, per il ritardo alle prove, c'è stato un battibecco con Morandi, al termine del quale Williams è andato via stizzito, mettendo in forse la sua presenza, per poi ritornare sui suoi passi.
Questa volta sono Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, che sfoggiano due abiti molto corti (la prima in oro e la secondo in azzurro con inserti d'oro), a chiamare sul palco il 'capitano' Morandi, rientrato, nel frattempo, da un'esterna all'ingresso dell'Ariston per salutare il pubblico.
Inizia la satira graffiante. Poi giungono sul palco Luca&Paolo. E subito parte la prima graffiante gag. «Dunque, oggi il governo ha deciso che sarà festa nazionale per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Bene, sarà il 6 aprile...». A farla è Paolo Kessisoglu nel primo intervento che, con Luca Bizzarri, ha fatto stasera al Festival di Sanremo. Una battuta legata alla data in cui il presidente del Consiglio dovrebbe presentarsi - secondo quanto ha deciso dal Gip di Milano - per il giudizio immediato in tribunale.
Celebrato Benigni. Prima di partire con la gara dei Big, per i quali, secondo tradizione, impazza il totovincitore, Morandi rinnova i complimenti a Roberto Benigni per la performance della sera precedente sull’Unità d’Italia. Complimenti ai quali si sono unite Elisabetta Canalis e Belen, con Luca&Paolo. Dopo il valzer in piazza del balletto guidato da Daniel Ezralow, Gianni Morandi ha aperto la serata dei duetti ricordando la performance di ieri di Roberto Benigni. Poi Luca Barbarossa, che canta con Raquel Del Rosario, insieme al suo ospite, amico e compagno di teatro Neri Marcorè ha dato vita a una gag cabarettistica.
Napolitano fa i complimenti a Benigni. Roberto Benigni ha saputo esprimere il sentimento dell'identità nazionale attraverso i simboli della nazione, la storia, la bandiera, l'inno. Sono le parole che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inteso scrivere all'artista dopo la lezione magistrale sull'inno di Mameli, vista ieri sera da poco meno di 20 milioni di spettatori, durante la serata del festival di Sanremo dedicata appunto ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Una lettera con grandi apprezzamenti per Benigni che è riuscito, scrive il presidente, ad interpretare i sentimenti con i quali i cittadini partecipano alle celebrazioni del 150/mo dell'Unità.
Robert De Niro due volte sul palco. Doppia apparizione sul palco per l'attore italoamericano, prima con Monica Bellucci, che ha recitato con lui nel film “Manuale d'amore 3” e poi da solo. Robert De Niro è noto per non essere un logorroico ed è rarissimo vederlo in tv: tra i pochissimi ad intervistarlo anchorman del calibro di David Letterman, che si sono dovuti arrendere alla naturale ritrosia dell'attore. E sul palco dell'Ariston non va meglio, complici Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis visibilmente impacciati.
Morandi alla Bellucci: il sogno d'una vita. L'incontro con le due super star della serata non ha prodotto grandi emozioni. Gianni Morandi ha intervistato Monica Bellucci e Robert De Niro, venuti a parlare di 'Manuale d'amore 3'. Visibilmente emozionato, Morandi ha cominciato dalla Bellucci, rispettando il 'lei'. «Prima di essere un'attrice sono una madre, una moglie e una donna come tutte» ha detto la Bellucci che ha lamentato come in Italia per le attrici non esistano ruoli tipo «la Reine Margot». «È il sogno di una vita ce l'ho vicino e vorrei fare di tutto» ha esclamato Morandi che si è alzato per abbracciare la sua ospite. Poi l'ingresso di Robert De Niro sulle note di 'New York New York'. De Niro è notoriamente un personaggio ostico da intervistare. 'Dipende' ha risposto a Morandi poi ha raccontato come aveva sentito parlare di Giovanni Veronesi da un amico. «Sapevo che era simpatico ci siamo incontrati in Sicilia e poi c'era Monica: ci siamo divertiti molto» ha aggiunto. Al termine dell'intervista, Morandi si è rivolto alla moglie in platea, commentando l'intervista con la Bellucci e le ha detto. «Si mantiene bene - ha detto provocando una risata della moglie - anche tu, ti amo tanto».
Canalis s'improvvisa traduttrice. Alle prime domande di Morandi, la star italoamericana non regala risposte molto articolate. E la situazione non migliora con Elisabetta Canalis, che più che tradurre le risposte dell'attore statunitense, riassume le sue parole. E ogni tanto si trova in difficoltà, nonostante i sempre più lunghi soggiorni a Los Angeles. De Niro scambia con i conduttori del Festival di Sanremo anche un paio di parole in italiano, raccontando delle sue origini molisane.
De Niro voterebbe in Italia, ma per il sindaco di Terrazzano. «Non ho solo origini italiane -precisa l'attore- ma anche irlandesi, olandesi e francesi. Ma voglio che i miei figli, che sono americani, sappiano che provengono dall'Europa e dalla sua cultura». Interviene Morandi: «De Niro ha detto anche che vorrebbe votare in Italia». «Forse posso, per il sindaco di Terrazzano», risponde l'attore, riferendosi al paese in provincia di Campobasso da cui provengono i bisnonni.
D'obbligo una domanda sullo spogliarello con la Bellucci. «Lo spogliarello? È andato bene. È sempre imbarazzante farlo davanti a tutti, davanti alla troupe. Però alla fine lo fai». Robert De Niro, intervistato da Gianni Morandi, racconta la scena dello spogliarello di Monica Bellucci in 'Manuale d'amore 3', ispirato a quello di Sophia Loren con Marcello Mastroianni in 'Ieri, oggi e domanì. «Sono contento di essere qui con Monica e con tutta la famiglia del film», ha detto l'attore statunitense, che ha spiegato di aver accettato di girare il film dopo aver parlato con il regista Giovanni Veronesi. «Ho sentito che era molto simpatico e con un grande senso dell'umorismo. L'idea della sceneggiatura mi è piaciuta, è un bel progetto. Ci siamo divertiti tantissimo».
De Niro bacia Elisabetta. A Elisabetta che gli chiede quale suo film gli piacerebbe tornare a girare, De Niro risponde «“Toro scatenato”, perché è quello per cui mi sono impegnato di più». Interviene Morandi. «A me invece è piaciuto tanto 'Taxi driver'. Ma come si dice in inglese?». Risate in sala. Per concludere l'intervista Morandi chiede a De Niro di riadattare la scena di 'Manuale d'amore 3' in cui fa una dichiarazione d'amore a Monica Bellucci, rivolgendosi stavolta a Elisabetta Canalis. L'attore le dice 'ti amò, dandole un bacio sulla guancia.
I Take That affidati a Elisabetta e Belen. Poco dopo giungono sul palco dell'Ariston i Take That, con il ritrovato Robbie Williams. Dopo l'esibizione per l'intervista di prammatica vengono affidati alle cure delle due primedonne che, nell'occasione, si sono mostrate meno impacciate. Dopo il battibecco di Robbie Williams con Gianni Morandi nella prove, i Take That sono arrivati all'Ariston per una versione di 'Flood', uno dei pezzi dell'album della reunion. Al termine della non memorabile performance, i cinque ormai ultratrentenni hanno risposto a due domande, attraverso i due portavoce, Robbie Williams e Gary Barlow, fatte da Elisabetta Canalis e Belen, facendo sapere prima che non avrebbero accettato domande da Morandi. «Ritrovarsi è stato fantastico stiamo insieme da 18 mesi ma sembra che stiamo insieme da 20 anni e che non ci siamo mai separati» ha detto tra l'altro Barlow. Poi l'annuncio del concerto a San Siro, a Milano, il 12 luglio.
Luca&Paolo: affondo su leader Pd. "Uno su mille ci sarà". Alla quarta serata del festival, Luca e Paolo non fanno mancare la satira sul Pd e sulla ricerca di un leader in grado di unire il centrosinistra. Sullo sfondo campeggiano moltissime foto di esponenti di sinistra: da Rosy Bindi a Pierluigi Bersani, da Piero Fassino a Massimo D'Alema a Matteo Renzi, e i due entrano in scena indossando colbacchi con tanto di stella rossa. I due cantano citando i diversi papabili: «Veltroni l'ha pugnalato già D'Alema, lui usa sempre quel sistema». Poi parlano di Fassino, quindi è il turno di Vendola: «Io non saprei, c'è questa cosa che è un po' gay». Quanto a Renzi «ad Arcore è andato ed ha pestato già una merda». «Serve un capo che tenga insieme il Pd, uno che unisca le diversità, tra i nostri mille non ci sta», cantano mimando sconforto i due attori. Ed ecco la soluzione: «Per compattar le opposizioni c'è solo Berlusconi. Allora diamo a lui il mandato, dal 6 aprile è sul mercato. Chissà che per tornare in pista non diventi comunista", concludono.
Salta l'accordo economico, nella serata finale non ci sarà Stallone. Manca l'accordo economico tra Rai e agente di Sylvester Stallone, e la prevista presenza dell'attore americano di origine italiana domani sera alla finalissima del Festival di Sanremo è ormai data per improbabile, se non impossibile. La trattativa non ha avuto la svolta che serviva: le risorse economiche disponibili non sarebbero sufficienti per avere Stallone a Sanremo. Stamattina il direttore artistico Gianmarco Mazzi parlava di probabilità intorno al 72 %, mentre nei giorni scorsi si viaggiava su probabilità maggiori, si dava anzi per praticamente fatta l'intesa. Adesso si provera' l'ultima carta, ma più che altro per non lasciare nulla d'intentato fino a domani. Ma forse si proverà a cercare un altro ospite (mentre in platea potrebbe esserci Fernando Alonso, marito di Raquel Del Rosario in gara con Luca Barbarossa), oppure si rinuncerà visto che ormai il Festival ha fatto il pieno di ascolti e la finale viene comunque premiata.
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RASSEGNA STAMPA QUARTA SERATA (18 FEBBRAIO 2011)
LA REPUBBLICA
De Niro e Bellucci, Morandi nel pallone
E Luca e Paolo assolvono Berlusconi
Stasera si decide il vincitore fra i debuttanti, mentre i big duettano con artisti ospiti. Sul palco la star americana e Monica Bellucci, protagonisti di "Manuale d'amore 3", gaffe del conduttore. Una confusa Canalis intervista l'attore americano. Poi i Take That, a sedici anni dal bagno di folla a Sanremo. Luca e Paolo ridono del Pd. Poi sugli scandali del premier: "Non ha sbagliato, gli ha detto sfiga"
dal nostro inviato ALESSANDRA VITALI
SANREMO - Festival al giro di boa, quarta serata dopo gli ascolti-boom della terza, baciata da Roberto Benigni. Si decide il vincitore dei Giovani, è Raphael Gualazzi. Tornano all'Ariston i Take That a sedici anni dal precedente bagno di folla sanremese, Robert De Niro e Monica Bellucci presentano Manuale d'amore 3 di cui sono protagonisti, i big rimasti in gara cantano accompagnati da un artista ospite. L'eliminazione definitiva di Patty Pravo (punita dal televoto insieme ad Anna Oxa) la sconta pure Morgan, che avrebbe dovuto affiancarla e che quindi non riesce a "riconquistare" Sanremo dopo l'eliminazione dell'anno scorso. Eliminati anche Tricarico e Max Pezzali. Aprono la serata Belen e Elisabetta. La Canalis prende un sacco di papere nonostante tenga gli occhi fissi sul gobbo, lassù in alto, che sembra Bernadette. Luca e Paolo tornano a colpire: prima tocca al Pd: Uno su mille ce la fa, o dell'affannosa ricerca di un leader. Poi assolvono Berlusconi: le donne, gli scandali, chi - potendoselo permettere - non avrebbe fatto come lui? "Gli ha solo detto sfiga".
Sfilano i duetti. Francesco Renga canta con Emma e i Modà, Carmen Consoli è al fianco di Madonia e Battiato, Francesco Sarcina accompagna Giusy Ferreri, Nina Zilli i La Crus, un coro di bambini fa da contorno a Tricarico, L'Aura affianca Nathalie, Irene Fornaciari fa coppia con Van De Sfroos e la PFM con Roberto Vecchioni. Barbarossa e Del Rosario e Max Pezzali si affidano a uno sketch: i primi con Neri Marcorè, il secondo con Lillo e Greg.
Molto diva Monica Bellucci, bella, poco credibile quando sussurra "sono una donna come tutte" e spiega che con due figlie piccole è riuscita a organizzarsi. Chissà che fatica trovare una babysitter. L'ex ragazza di Città di Castello, ora icona internazionale di sensualità, chiacchiera con Morandi, emozionato da copione ("sono pazzo di lei da sempre"), lei che "con il tempo bisogna farci i conti e voglio diventare vecchia, vecchia, vecchia". Prima o poi accadrà. Come ci si sente a essere il sogno di milioni di uomini? "Non ho un'idea di me stessa, un contro è il pubblico un conto il privato". Qualcuno aveva riferito una sua frase, "in Italia non ci sono regine o principesse ma solo cortigiane", lei si affretta a precisare che "l'ho detta tanti anni fa e un giornalista me l'ha ricordato" ma niente a che fare con l'attualità o il ruolo della donna, "pensavo a figure da interpretare, in Francia trovi la regina Margot, in Italia ruoli così importanti non ce ne sono". Ma come no.
In Manuale d'amore 3, la Bellucci è la donna per cui perde la testa un professore americano in pensione. Cioè Robert De Niro, anche lui atteso da una poltroncina sul palco, che raggiunge col passo (metodo Stanislavskij?) di uno che s'è alzato dal letto cinque minuti prima. E al quale il pubblico non ritiene di dover tributare nemmeno uno straccio di standing ovation Per essere un'intervista, l'esordio non è incoraggiante. "Le non risponde volentieri alle domande, vero?", gli chiede Morandi. E quello: "Dipende". Poi la Bellucci saluta e se ne va e Morandi: "Certo che si mantiene bene...". Risate in sala. De Niro ripete stancamente quello che da settimane leggiamo ovunque, che ha accettato perché gli è piaciuto il copione, perché c'era la Bellucci, il film è una storia dolce e una figura femminile come lei dava un senso alla presenza di lui, anche un uomo maturo può perdere la testa perché l'amore non ha età. Altri tre duetti, e De Niro rientra per sottoporsi questa volta alle domande della Canalis, che non si capisce perché ma il pubblico si deve convincere che lei parla inglese. Risultato di comicità involontaria. Domande confuse, tradotte o non tradotte, con Morandi di fianco che a tratti sembra nonno Libero e a un certo punto chiede "come si dice Taxi Driver?".
L'attesa esibizione dei Take That, la ex boy band, che sedici anni fa fece sfracelli a Sanremo, preceduta da fama planetaria e seguita da orde di ragazzine isteriche, si risolve in poco più che uno spot per il concerto italiano previsto in estate. Cantano Flood, uno dei brani dell'album della reunion da settimane in cima alle classifiche. Poi qualche domanda da Canalis e Belen (ma perché stasera l'hanno conciata come Massimo Decimo Meridio?), rispondono Robbie Williams e Gary Barlow, "ritrovarsi è stato fantastico". Poi l'annuncio, "il 12 luglio a San Siro unica data", arrivederci e grazie.
Momento-satira, Luca e Paolo si producono in una canzone sul Pd parodiando quella, strafamosa, di Gianni Morandi: Uno su mille ce la fa, o dell'affannosa ricerca di un leader. Sullo sfondo, le foto degli esponenti del centrosinistra, e loro due in scena con colbacco da bolscevico. Passano in ressegna i diversi papabili, "Veltroni l'ha già pugnalato D'Alema / lui usa sempre quel sistema", "Vendola non saprei / c'è questa cosa che è un po' gay", "Con Bersani non puoi andare alle elezioni / puoi anche vincere però ti cascano i maroni", "Renzi può darsi che non perda / però è andato ad Arcore e ha pestato già una merda" e via elencando, per concludere sulla foto di Berlusconi, "dal 6 aprile è sul mercato / chissà che per tornare in pista / lui non diventi comunista". Un colpo al cerchio e uno alla botte, anche se la botte neanche se ne accorge. Dopo un po' si ride degli scandali di Berlusconi, Luca a elencare i princìpi violati, Paolo per dire che poi alla fine non c'era niente di così grave. Conclusione? "Non ha sbagliato. Gli ha detto sfiga".
IL CORRIERE DELLA SERA
Sanremo, la serata dei duetti
E Monica illumina l'Ariston
De Niro intervistato da Morandi mentre Eli traduce
L'esibizione dei Take That. Napolitano scrive a Benigni
Tra i big, eliminati (davvero) Tricarico e Max Pezzali
MILANO - Serata di duetti al festival di Sanremo. I dodici big ancora in gara si sono esibiti con altri artisti per dare maggior lustro ai loro brani ma Tricarico e Max Pezzali non passano la selezione e vengono esclusi dalla serata finale, dove invece si esibirà Raphael Gualazzi, vincitore tra i giovani.
BELLUCCI - A far brillare l'Ariston ci ha pensato però Monica Bellucci. La diva italiana, elegantissima in un romantico abito nero, ha risposto alle domande di Gianni Morandi, visibilmente confuso davanti alla scollatura mozzafiato dell'attrice umbra: «Io vorrei farle di tutto», dice con l'occhio che non riesce a staccarsi dai panorami matronali della Bellucci. Le chiede di poterle dare del «tu», poi l'abbraccia e la bacia prima di accogliere insieme sul palco Robert De Niro, co-protagonista con la Bellucci del film Manuale d'amore 3. Ma, ancora «in ginocchio da lei» davanti alla Bellucci, Morandi non riesce a evitare la gaffe mentre l'attrice sta uscendo dal palco: «Però si mantiene bene...». Chissa se la 46enne sarà stata contenta.
DE NIRO - Dopo un breve scambio di battute con la Bellucci, De Niro torna poi sul palco per un'intervista più lunga dopo un paio di duetti canori, ed Elisabetta Canalis che si impappina un po' nella traduzione simultanea. A proposito del film l'attore spiega: «Ho sentito parlare del regista, Giovanni Veronesi, da un amico in comune. Ho letto il copione e mi è piaciuto». Morandi parla poi dello spogliarello che De Niro fa nel film e dice: «Lei regge ancora bene fisicamente». De Niro replica: «È sempre imbarazzante davanti a tutta la troupe, però lo fai».
NAPOLITANO-BENIGNI - La serata era iniziata dal tappeto rosso fuori dall'Ariston. Dopo il saluto di Gianni Morandi, Daniel Ezralow ha guidato e diretto un valzer e sul palcoscenico hanno ballato insieme Canalis e Belen Rodriguez, entrambe in abiti corti per la prima volta dall'inizio del Festival. L'italiana con un abito argentato e l'argentina in celeste con inserti dorati in stile film peplum anni Sessanta (tipo Maciste contro Cleopatra), che replica più tardi anche in nero e poi in giallo limone identico al primo azzurrino. Ringraziamenti di rito all'inizio della serata da parte di Morandi, che ha omaggiato in particolare l'intervento di giovedì di Roberto Benigni. All'attore-regista toscano ha voluto fare i complimenti anche il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano. Attraverso una lettera, il capo dello Stato ha spiegato che Benigni ha saputo esprimere il sentimento dell'identità nazionale attraverso i simboli della nazione, la storia, la bandiera, l'inno. La lezione dell'artista sull'inno di Mameli è stata vista giovedì sera da poco meno di 20 milioni di spettatori. Anche la decisione presa al Consiglio dei ministri per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità d'Italia ha dato l'occasione al duo comico Luca e Paolo di fare una battuta: «Non si mettevano d'accordo, alla fine si festeggia il 6 aprile - il giorno dell'udienza a Milano di Berlusconi accusato di concussione e prostituzione minorile, ndr - e non se ne parla più».
BERLUSCONI COMUNISTA - In seguito il Luca e Paolo si presentano sul palco con colbacchi da cosacco parodiando il brano morandiano Uno su mille ce la fa. «Uno fra mille ci sarà che guidi questa opposizione. Ci basta un prestanome», cantano mentre alle loro spalle campeggia un poster di Berlusconi che loro ipotizzano capo dell'opposizione se vuole vincere le elezioni. «Allora diamo a lui il mandato, dal 6 aprile è sul mercato, chissà che per tornare in pista non diventi comunista».
I DUETTI - Sul palco dell'Ariston i big in gara si esibiscono in coppia con altri artisti. Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario, i primi a salire sul palco, sono stati accompagnati alla chitarra da Neri Marcorè. Max Pezzali ha modificato in swing la prima parte del suo brano, facendola eseguire dal duo comico Lillo e Greg. E ancora i La Crus presenti con Nina Zilli, mentre con Tricarico c'era il coro di voci bianche Silasol in un'esibizione da Zecchino d'Oro. La voce melodica di Anna Tatangelo si è unita alla grinta di Loredana Errore. Giusy Ferreri ha sposato la sua voce a quella di Francesco Sarcina delle Vibrazioni. Poi Luca Madonia e Franco Battiato sono stati accompagnati dalla conterranea catanese Carmen Consoli. Nathalie ha voluto vicino a sé L'Aura. Dopo la pausa con De Niro, riprendono i duetti con Roberto Vecchioni che presenta con la Pfm ricordando anche De Andrè. Quindi l'esibizione da minimo sindacale dei Take That (già ospiti nel 1994 e 1995) con Robin Williams (sgridato nel pomeriggio da Morandi per il ritardo con il quale si è presentato alle prove). È la volta di Davide Van De Sfroos che fa cantare in dialetto laghée Irene Fornaciari. Infine gli ultimi due duetti: Al Bano che si presenta sul palco con il conterraneo pugliese Michele Placido - che più che cantare, recita -, quindi Modà e Emma con l'ex vincitore di Sanremo Francesco Renga a chiudere la serata canora dei big, che vede l'eliminazione di Tricarico e Max Pezzali.
GIOVANI - Sfida finale a quattro nella categoria Giovani, tra i quali vince Raphael Gualazzi (Follia d'amore), superando Micaela (Fuoco e cenere) - che canta per prima perché è minorenne e deve farlo prima di mezzanottte -, Roberto Amadé (Come pioggia) e Serena Abrami (Lontano da tutto).
SALTA STALLONE - Sabato probabilmente non ci sarà Sylvester Stallone. L'accordo economico tra Rai e il suo agente infatti manca e dunque la prevista presenza dell'attore americano di origine italiana alla finalissima del Festival di Sanremo è ormai data per improbabile, se non impossibile.
IL MATTINO
Sanremo, Giovani: vince Rafael Gualazzi
Big, fuori Tricarico e Max Pezzali
Gli elogi di Napolitano a Benigni
SANREMO – Rafael Gualazzi con "Follia D'Amore" è il vincitore del Sanremo Giovani 2011. A seguire la giovane Micaela, seguità da Roberto Amadè e quindi Serena Abrami. Per la categoria Big non passano alla finale di questa sera Tricarico e Max Pezzali.Il televoto, nel corso della quarta serata del Festival, ha decretato l'eliminazione dei due cantanti, in gara rispettivamente con i brani 'Tre colori' e 'Il mio secondo tempo'.
Tocca alle primedonne del festival aprire la quarta serata del festival di Sanremo, con la proclamazione del vincitore della categoria Giovani e la presenza degli ospiti internazionali più attesi, prima Robert De Niro con Monica Bellucci, poi i Take That con il ritrovato Robbie Williams, con il quale nel pomeriggio, per il ritardo alle prove, c'è stato un battibecco con Morandi, al termine del quale Williams è andato via stizzito, mettendo in forse la sua presenza, per poi ritornare sui suoi passi.
Questa volta sono Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, che sfoggiano due abiti molto corti (la prima in oro e la secondo in azzurro con inserti d'oro), a chiamare sul palco il 'capitano' Morandi, rientrato, nel frattempo, da un'esterna all'ingresso dell'Ariston per salutare il pubblico.
Inizia la satira graffiante. Poi giungono sul palco Luca&Paolo. E subito parte la prima graffiante gag. «Dunque, oggi il governo ha deciso che sarà festa nazionale per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Bene, sarà il 6 aprile...». A farla è Paolo Kessisoglu nel primo intervento che, con Luca Bizzarri, ha fatto stasera al Festival di Sanremo. Una battuta legata alla data in cui il presidente del Consiglio dovrebbe presentarsi - secondo quanto ha deciso dal Gip di Milano - per il giudizio immediato in tribunale.
Celebrato Benigni. Prima di partire con la gara dei Big, per i quali, secondo tradizione, impazza il totovincitore, Morandi rinnova i complimenti a Roberto Benigni per la performance della sera precedente sull’Unità d’Italia. Complimenti ai quali si sono unite Elisabetta Canalis e Belen, con Luca&Paolo. Dopo il valzer in piazza del balletto guidato da Daniel Ezralow, Gianni Morandi ha aperto la serata dei duetti ricordando la performance di ieri di Roberto Benigni. Poi Luca Barbarossa, che canta con Raquel Del Rosario, insieme al suo ospite, amico e compagno di teatro Neri Marcorè ha dato vita a una gag cabarettistica.
Napolitano fa i complimenti a Benigni. Roberto Benigni ha saputo esprimere il sentimento dell'identità nazionale attraverso i simboli della nazione, la storia, la bandiera, l'inno. Sono le parole che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inteso scrivere all'artista dopo la lezione magistrale sull'inno di Mameli, vista ieri sera da poco meno di 20 milioni di spettatori, durante la serata del festival di Sanremo dedicata appunto ai 150 anni dell'Unità d'Italia. Una lettera con grandi apprezzamenti per Benigni che è riuscito, scrive il presidente, ad interpretare i sentimenti con i quali i cittadini partecipano alle celebrazioni del 150/mo dell'Unità.
Robert De Niro due volte sul palco. Doppia apparizione sul palco per l'attore italoamericano, prima con Monica Bellucci, che ha recitato con lui nel film “Manuale d'amore 3” e poi da solo. Robert De Niro è noto per non essere un logorroico ed è rarissimo vederlo in tv: tra i pochissimi ad intervistarlo anchorman del calibro di David Letterman, che si sono dovuti arrendere alla naturale ritrosia dell'attore. E sul palco dell'Ariston non va meglio, complici Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis visibilmente impacciati.
Morandi alla Bellucci: il sogno d'una vita. L'incontro con le due super star della serata non ha prodotto grandi emozioni. Gianni Morandi ha intervistato Monica Bellucci e Robert De Niro, venuti a parlare di 'Manuale d'amore 3'. Visibilmente emozionato, Morandi ha cominciato dalla Bellucci, rispettando il 'lei'. «Prima di essere un'attrice sono una madre, una moglie e una donna come tutte» ha detto la Bellucci che ha lamentato come in Italia per le attrici non esistano ruoli tipo «la Reine Margot». «È il sogno di una vita ce l'ho vicino e vorrei fare di tutto» ha esclamato Morandi che si è alzato per abbracciare la sua ospite. Poi l'ingresso di Robert De Niro sulle note di 'New York New York'. De Niro è notoriamente un personaggio ostico da intervistare. 'Dipende' ha risposto a Morandi poi ha raccontato come aveva sentito parlare di Giovanni Veronesi da un amico. «Sapevo che era simpatico ci siamo incontrati in Sicilia e poi c'era Monica: ci siamo divertiti molto» ha aggiunto. Al termine dell'intervista, Morandi si è rivolto alla moglie in platea, commentando l'intervista con la Bellucci e le ha detto. «Si mantiene bene - ha detto provocando una risata della moglie - anche tu, ti amo tanto».
Canalis s'improvvisa traduttrice. Alle prime domande di Morandi, la star italoamericana non regala risposte molto articolate. E la situazione non migliora con Elisabetta Canalis, che più che tradurre le risposte dell'attore statunitense, riassume le sue parole. E ogni tanto si trova in difficoltà, nonostante i sempre più lunghi soggiorni a Los Angeles. De Niro scambia con i conduttori del Festival di Sanremo anche un paio di parole in italiano, raccontando delle sue origini molisane.
De Niro voterebbe in Italia, ma per il sindaco di Terrazzano. «Non ho solo origini italiane -precisa l'attore- ma anche irlandesi, olandesi e francesi. Ma voglio che i miei figli, che sono americani, sappiano che provengono dall'Europa e dalla sua cultura». Interviene Morandi: «De Niro ha detto anche che vorrebbe votare in Italia». «Forse posso, per il sindaco di Terrazzano», risponde l'attore, riferendosi al paese in provincia di Campobasso da cui provengono i bisnonni.
D'obbligo una domanda sullo spogliarello con la Bellucci. «Lo spogliarello? È andato bene. È sempre imbarazzante farlo davanti a tutti, davanti alla troupe. Però alla fine lo fai». Robert De Niro, intervistato da Gianni Morandi, racconta la scena dello spogliarello di Monica Bellucci in 'Manuale d'amore 3', ispirato a quello di Sophia Loren con Marcello Mastroianni in 'Ieri, oggi e domanì. «Sono contento di essere qui con Monica e con tutta la famiglia del film», ha detto l'attore statunitense, che ha spiegato di aver accettato di girare il film dopo aver parlato con il regista Giovanni Veronesi. «Ho sentito che era molto simpatico e con un grande senso dell'umorismo. L'idea della sceneggiatura mi è piaciuta, è un bel progetto. Ci siamo divertiti tantissimo».
De Niro bacia Elisabetta. A Elisabetta che gli chiede quale suo film gli piacerebbe tornare a girare, De Niro risponde «“Toro scatenato”, perché è quello per cui mi sono impegnato di più». Interviene Morandi. «A me invece è piaciuto tanto 'Taxi driver'. Ma come si dice in inglese?». Risate in sala. Per concludere l'intervista Morandi chiede a De Niro di riadattare la scena di 'Manuale d'amore 3' in cui fa una dichiarazione d'amore a Monica Bellucci, rivolgendosi stavolta a Elisabetta Canalis. L'attore le dice 'ti amò, dandole un bacio sulla guancia.
I Take That affidati a Elisabetta e Belen. Poco dopo giungono sul palco dell'Ariston i Take That, con il ritrovato Robbie Williams. Dopo l'esibizione per l'intervista di prammatica vengono affidati alle cure delle due primedonne che, nell'occasione, si sono mostrate meno impacciate. Dopo il battibecco di Robbie Williams con Gianni Morandi nella prove, i Take That sono arrivati all'Ariston per una versione di 'Flood', uno dei pezzi dell'album della reunion. Al termine della non memorabile performance, i cinque ormai ultratrentenni hanno risposto a due domande, attraverso i due portavoce, Robbie Williams e Gary Barlow, fatte da Elisabetta Canalis e Belen, facendo sapere prima che non avrebbero accettato domande da Morandi. «Ritrovarsi è stato fantastico stiamo insieme da 18 mesi ma sembra che stiamo insieme da 20 anni e che non ci siamo mai separati» ha detto tra l'altro Barlow. Poi l'annuncio del concerto a San Siro, a Milano, il 12 luglio.
Luca&Paolo: affondo su leader Pd. "Uno su mille ci sarà". Alla quarta serata del festival, Luca e Paolo non fanno mancare la satira sul Pd e sulla ricerca di un leader in grado di unire il centrosinistra. Sullo sfondo campeggiano moltissime foto di esponenti di sinistra: da Rosy Bindi a Pierluigi Bersani, da Piero Fassino a Massimo D'Alema a Matteo Renzi, e i due entrano in scena indossando colbacchi con tanto di stella rossa. I due cantano citando i diversi papabili: «Veltroni l'ha pugnalato già D'Alema, lui usa sempre quel sistema». Poi parlano di Fassino, quindi è il turno di Vendola: «Io non saprei, c'è questa cosa che è un po' gay». Quanto a Renzi «ad Arcore è andato ed ha pestato già una merda». «Serve un capo che tenga insieme il Pd, uno che unisca le diversità, tra i nostri mille non ci sta», cantano mimando sconforto i due attori. Ed ecco la soluzione: «Per compattar le opposizioni c'è solo Berlusconi. Allora diamo a lui il mandato, dal 6 aprile è sul mercato. Chissà che per tornare in pista non diventi comunista", concludono.
Salta l'accordo economico, nella serata finale non ci sarà Stallone. Manca l'accordo economico tra Rai e agente di Sylvester Stallone, e la prevista presenza dell'attore americano di origine italiana domani sera alla finalissima del Festival di Sanremo è ormai data per improbabile, se non impossibile. La trattativa non ha avuto la svolta che serviva: le risorse economiche disponibili non sarebbero sufficienti per avere Stallone a Sanremo. Stamattina il direttore artistico Gianmarco Mazzi parlava di probabilità intorno al 72 %, mentre nei giorni scorsi si viaggiava su probabilità maggiori, si dava anzi per praticamente fatta l'intesa. Adesso si provera' l'ultima carta, ma più che altro per non lasciare nulla d'intentato fino a domani. Ma forse si proverà a cercare un altro ospite (mentre in platea potrebbe esserci Fernando Alonso, marito di Raquel Del Rosario in gara con Luca Barbarossa), oppure si rinuncerà visto che ormai il Festival ha fatto il pieno di ascolti e la finale viene comunque premiata.
Sanremo 2000 Sanremo 2001 Sanremo 2002 Sanremo 2004 Sanremo 2005 Sanremo 2006 Sanremo 2007 Sanremo 2008 Sanremo 2009 Sanremo 2010
sabato 12 febbraio 2011
venerdì 11 febbraio 2011
giovedì 3 febbraio 2011
Regione Puglia: Sanità, approvato il piano di rientro 2010-2012
Regione Puglia: Sanità, approvato il piano di rientro 2010-2012
BARI – Con 40 voti a favore, 21 contrari ed uno di astensione, è stato approvato dal Consiglio regionale della Puglia il disegno di legge sul piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario regionale 2010-2012 concordato nell’accordo sottoscritto il 29 novembre 2010 tra i ministri della Salute e dell’Economia ed il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola.
L'approvazione è stata assicurata dall’intera maggioranza di centrosinistra e dal voto dell’Udc. Nel corso del suo intervento l'assessore alla Salute Tomaso Fiore ha fatto annunciato di fatto le sue prossime dimissioni dall’incarico e comunque non appena porterà “a casa il Piano di rientro”. L'assessore ha sostenuto, in particolare, – informa una nota dell’ufficio stampa del Consiglio regionale – “che le criticità sulla governance sollevate da diversi consiglieri negli interventi che si sono succeduti nel corso della seduta e contenute anche nella relazione del presidente della Commissione Sanità, Dino Marino, del Pd, richiedevano nell’immediato futuro un confronto politico”.
Considerando conclusa la sua azione politica con l’approvazione del piano di rientro, Fiore ha detto ai consiglieri regionali – è detto nella nota – che “non lo avrebbero rivisto più in quell' aula”. Parole il cui significato l’assessore Fiore ha spiegato a margine dei lavori consiliari, confermando, a conclusione delle procedure previste dal piano di rientro e già avviate, l'intenzione di rimettere nelle mani del presidente Vendola il mandato di assessore alla Salute.
BARI – Con 40 voti a favore, 21 contrari ed uno di astensione, è stato approvato dal Consiglio regionale della Puglia il disegno di legge sul piano di rientro e riqualificazione del sistema sanitario regionale 2010-2012 concordato nell’accordo sottoscritto il 29 novembre 2010 tra i ministri della Salute e dell’Economia ed il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola.
L'approvazione è stata assicurata dall’intera maggioranza di centrosinistra e dal voto dell’Udc. Nel corso del suo intervento l'assessore alla Salute Tomaso Fiore ha fatto annunciato di fatto le sue prossime dimissioni dall’incarico e comunque non appena porterà “a casa il Piano di rientro”. L'assessore ha sostenuto, in particolare, – informa una nota dell’ufficio stampa del Consiglio regionale – “che le criticità sulla governance sollevate da diversi consiglieri negli interventi che si sono succeduti nel corso della seduta e contenute anche nella relazione del presidente della Commissione Sanità, Dino Marino, del Pd, richiedevano nell’immediato futuro un confronto politico”.
Considerando conclusa la sua azione politica con l’approvazione del piano di rientro, Fiore ha detto ai consiglieri regionali – è detto nella nota – che “non lo avrebbero rivisto più in quell' aula”. Parole il cui significato l’assessore Fiore ha spiegato a margine dei lavori consiliari, confermando, a conclusione delle procedure previste dal piano di rientro e già avviate, l'intenzione di rimettere nelle mani del presidente Vendola il mandato di assessore alla Salute.
mercoledì 2 febbraio 2011
Casini e Cuffaro: la strana coppia!
Casini e Cuffaro: la strana coppia!
Casini disse a Santoro, testimoni qualche milione di italiani, che si sarebbe "Assunto la responsabilità politica" della candidatura di Cuffaro "di fronte al Paese" in caso di condanna di Vasavasa. E aggiunse "Sarei nella condizione di chiedere scusa". La Sicilia è un serbatoio importante di voti per l'UDC. Cuffaro presidente di Regione è stato una garanzia per le elezioni. Casini ha incassato il risultato elettorale. La storia è questa, nella sua semplicità. Ora, che Cuffaro è in carcere, Azzurro Caltagirone dovrebbe avere la dignità di dimettersi. Come è ovvio non ci pensa neppure.
Una cittadina lo ha affrontato per strada: "Tre anni fa le chiesi perché candidava Cuffaro e lei lo difese a spada tratta, oggi farebbe una dichiarazione di scuse ai suoi elettori e agli italiani?". La risposta è degna di un allievo di Forlani (ricordate? quello con la bavetta in tribunale): "Credo che Cuffaro stia dando una lezione di dignità enorme, non ha neanche aspettato che il Senato stabilisse di mandarlo in galera (ricordo che stiamo parlando di un condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra). Si è presentato dimostrando di aver fiducia nella magistratura (?). Credo che abbia dimostrato che in una condanna di questo tipo c'è uno stile e un rispetto per le Istituzioni, di questo bisogna dargli atto.".
Riassunto del casinipensiero: Cuffaro ha dignità perché non si è dato alla fuga, ha fiducia nei giudici che in lui non ne hanno proprio per nulla e lo hanno condannato in tutti e tre i gradi di giudizio, ha stile e rispetto per le Istituzioni che lui per primo ha infangato con il suo comportamento. Ma, soprattutto, Casini è incollato alla poltrona, non ritiene di avere alcuna responsabilità politica. Lui che c'entra, mica si chiama Salvatore. Lui si tiene i voti e l'altro la galera. Diamo a Pierferdinando il beneficio del dubbio, ma anche in questo caso non dovrebbe essergli affidata neppure la presunta nipote di Mubarak. Chi candiderà la prossima volta Pierferdinando che, in veste di presidente della Camera, nel 2004 fece avere il suo sostegno e la sua stima a Marcello Dell'Utri alla vigilia della condanna di primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa emessa dal tribunale di Palermo? Si dice che Follini sia stato incaricato di fare scouting nei tribunali della Repubblica per promuovere facce nuove per la politica. Uno, massimo due gradi di giudizio, rispetto per le Istituzioni, dignità a strafottere e un collegio elettorale da portare in dote. Legislatura offresi, trattativa riservata. Quando ascolto Casini mi pongo sempre la stessa domanda? E' nato prima il culo o prima la faccia?
Dal Blog di Beppe Grillo
Casini disse a Santoro, testimoni qualche milione di italiani, che si sarebbe "Assunto la responsabilità politica" della candidatura di Cuffaro "di fronte al Paese" in caso di condanna di Vasavasa. E aggiunse "Sarei nella condizione di chiedere scusa". La Sicilia è un serbatoio importante di voti per l'UDC. Cuffaro presidente di Regione è stato una garanzia per le elezioni. Casini ha incassato il risultato elettorale. La storia è questa, nella sua semplicità. Ora, che Cuffaro è in carcere, Azzurro Caltagirone dovrebbe avere la dignità di dimettersi. Come è ovvio non ci pensa neppure.
Una cittadina lo ha affrontato per strada: "Tre anni fa le chiesi perché candidava Cuffaro e lei lo difese a spada tratta, oggi farebbe una dichiarazione di scuse ai suoi elettori e agli italiani?". La risposta è degna di un allievo di Forlani (ricordate? quello con la bavetta in tribunale): "Credo che Cuffaro stia dando una lezione di dignità enorme, non ha neanche aspettato che il Senato stabilisse di mandarlo in galera (ricordo che stiamo parlando di un condannato a sette anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra). Si è presentato dimostrando di aver fiducia nella magistratura (?). Credo che abbia dimostrato che in una condanna di questo tipo c'è uno stile e un rispetto per le Istituzioni, di questo bisogna dargli atto.".
Riassunto del casinipensiero: Cuffaro ha dignità perché non si è dato alla fuga, ha fiducia nei giudici che in lui non ne hanno proprio per nulla e lo hanno condannato in tutti e tre i gradi di giudizio, ha stile e rispetto per le Istituzioni che lui per primo ha infangato con il suo comportamento. Ma, soprattutto, Casini è incollato alla poltrona, non ritiene di avere alcuna responsabilità politica. Lui che c'entra, mica si chiama Salvatore. Lui si tiene i voti e l'altro la galera. Diamo a Pierferdinando il beneficio del dubbio, ma anche in questo caso non dovrebbe essergli affidata neppure la presunta nipote di Mubarak. Chi candiderà la prossima volta Pierferdinando che, in veste di presidente della Camera, nel 2004 fece avere il suo sostegno e la sua stima a Marcello Dell'Utri alla vigilia della condanna di primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa emessa dal tribunale di Palermo? Si dice che Follini sia stato incaricato di fare scouting nei tribunali della Repubblica per promuovere facce nuove per la politica. Uno, massimo due gradi di giudizio, rispetto per le Istituzioni, dignità a strafottere e un collegio elettorale da portare in dote. Legislatura offresi, trattativa riservata. Quando ascolto Casini mi pongo sempre la stessa domanda? E' nato prima il culo o prima la faccia?
Dal Blog di Beppe Grillo
venerdì 28 gennaio 2011
mercoledì 26 gennaio 2011
martedì 25 gennaio 2011
venerdì 21 gennaio 2011
Immigrazione "necessaria"
Immigrazione "necessaria"
Beppe Grillo
Correva l'anno 2006. L'esaltazione dell'immigrazione "necessaria", "per far crescere il Paese", "voluta dagli industriali" era una balla bipartisan, condivisa da destra e da sinistra. Da destra per calmierare il mercato del lavoro, da sinistra per motivi elettorali. Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, disse "Nel continente africano ci sarebbero trenta milioni di giovani, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, pronti a lasciare casa e affetti” e aggiunse “sono loro che vengono a fare lavori che spesso gli italiani non vogliono più fare... oggi dobbiamo capire di essere diventati un Paese di immigrazione". Ferrero non aveva capito un cazzo, Prodi andò a casa e Rifondazione Comunista fu cancellata dal Parlamento. Gli immigrati "venuti a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare" sono stati impiegati soprattutto nell'edilizia. L'Italia è stata cementificata con nuovi edifici pubblici, viadotti, quarte corsie, capannoni, aree residenziali senza residenti. Chi ha costruito, in particolare al Nord, ha incassato cifre mai viste. I nuovi arrivati sono stati trattati come schiavi moderni, sottopagati, spesso sacrificati al Dio Denaro con offerte umane chiamate "Morti bianche", senza garanzie sociali, cittadini "invisibili". Sono passati cinque anni. Il lavoro è una chimera. La disoccupazione ha tassi reali del 14% se si considerano gli "scoraggiati", quelli che il lavoro non lo cercano nemmeno più. Un disoccupato su quattro è straniero.
Dal 2008 il numero degli stranieri senza un'occupazione è aumentato di 95.000 persone, l'80% dei quali al Nord. Siamo diventati di nuovo un popolo di emigranti. Se nella UE i primi a espatriare sono i romeni con 1,9 milioni (quasi un milione in Italia), al secondo posto ci sono gli italiani con 1,2 milioni di persone, quasi tutti giovani, ragazzi laureati o diplomati. Il numero complessivo degli stranieri senza lavoro è di 235.000. La disoccupazione straniera raddoppierà in breve tempo. E' una facile scommessa. Il perché è semplice. Il settore immobiliare, l'unico cresciuto in Italia nell'ultimo decennio, è in agonia. Entro il 2011 avrà perso 290.000 addetti dal 2008. Gli altri settori sono in crisi strutturale da tempo, non possono creare occupazione. La crescita del PIL italiano dal 2000 ad oggi è la peggiore del mondo esclusa Haiti. Finita la cementificazione selvaggia non rimane quasi nulla per la manodopera straniera. Che fine faranno? I disoccupati italiani hanno dei punti di riferimento, una famiglia, degli amici, ma questi? Intanto il decreto flussi prevede l'ingresso di altre 150.000 unità dall'estero. Per consentirne l'ingresso è necessario che 150.000 italiani, possibilmente giovani e laureati, gli facciano spazio.
Beppe Grillo
Correva l'anno 2006. L'esaltazione dell'immigrazione "necessaria", "per far crescere il Paese", "voluta dagli industriali" era una balla bipartisan, condivisa da destra e da sinistra. Da destra per calmierare il mercato del lavoro, da sinistra per motivi elettorali. Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, disse "Nel continente africano ci sarebbero trenta milioni di giovani, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, pronti a lasciare casa e affetti” e aggiunse “sono loro che vengono a fare lavori che spesso gli italiani non vogliono più fare... oggi dobbiamo capire di essere diventati un Paese di immigrazione". Ferrero non aveva capito un cazzo, Prodi andò a casa e Rifondazione Comunista fu cancellata dal Parlamento. Gli immigrati "venuti a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare" sono stati impiegati soprattutto nell'edilizia. L'Italia è stata cementificata con nuovi edifici pubblici, viadotti, quarte corsie, capannoni, aree residenziali senza residenti. Chi ha costruito, in particolare al Nord, ha incassato cifre mai viste. I nuovi arrivati sono stati trattati come schiavi moderni, sottopagati, spesso sacrificati al Dio Denaro con offerte umane chiamate "Morti bianche", senza garanzie sociali, cittadini "invisibili". Sono passati cinque anni. Il lavoro è una chimera. La disoccupazione ha tassi reali del 14% se si considerano gli "scoraggiati", quelli che il lavoro non lo cercano nemmeno più. Un disoccupato su quattro è straniero.
Dal 2008 il numero degli stranieri senza un'occupazione è aumentato di 95.000 persone, l'80% dei quali al Nord. Siamo diventati di nuovo un popolo di emigranti. Se nella UE i primi a espatriare sono i romeni con 1,9 milioni (quasi un milione in Italia), al secondo posto ci sono gli italiani con 1,2 milioni di persone, quasi tutti giovani, ragazzi laureati o diplomati. Il numero complessivo degli stranieri senza lavoro è di 235.000. La disoccupazione straniera raddoppierà in breve tempo. E' una facile scommessa. Il perché è semplice. Il settore immobiliare, l'unico cresciuto in Italia nell'ultimo decennio, è in agonia. Entro il 2011 avrà perso 290.000 addetti dal 2008. Gli altri settori sono in crisi strutturale da tempo, non possono creare occupazione. La crescita del PIL italiano dal 2000 ad oggi è la peggiore del mondo esclusa Haiti. Finita la cementificazione selvaggia non rimane quasi nulla per la manodopera straniera. Che fine faranno? I disoccupati italiani hanno dei punti di riferimento, una famiglia, degli amici, ma questi? Intanto il decreto flussi prevede l'ingresso di altre 150.000 unità dall'estero. Per consentirne l'ingresso è necessario che 150.000 italiani, possibilmente giovani e laureati, gli facciano spazio.
venerdì 14 gennaio 2011
Cina, corsa a diventare più alti. Dal chirurgo per avere successo
Cina, corsa a diventare più alti. Dal chirurgo per avere successo
di EMANUELA AUDISIO - Repubblica.it
PECHINO - C'è un ospedale a Pechino dove ti allungano la vita. Dove con una bugia ti vendono centimetri. L'ospedale è privato. Lontano dal centro, Chaoyang district. Una casa di cura grigia e anonima. Ci entri in piedi e ci esci sdraiato. Ti ricoveri in silenzio, vieni dimesso che urli. O guaisci, come un cane. Paghi per soffrire, per gioire, per guardare tutti dall'alto. Da un po' più alto. Per fregare il metro. Per urlare al cellulare che ce l'hai fatta. Ora troverai lavoro, amici, marito. Occasioni migliori. Grazie ad un allungaossa moderno.
Se la vita è una questione di alti e di bassi, tu hai scelto: gli alti, please. Ma paghi il prezzo: alto pure quello.
Dolore, sofferenza, male bestiale. Ti fai spezzare le gambe sane. Per recuperare centimetri. Uno per ogni venti giorni di degenza. In sei mesi puoi guadagnare 10 centimetri. Cresci, urli, paghi. Si parte da 4.000 euro. La vecchia Cina non faceva differenza, quella nuova sì. L'idolo del paese adesso è un gigante del basket, alto 2 metri e 26 centimetri. Si chiama Yao Ming, gioca nell'Nba americana, con il soprannome: "The Great Wall", la grande Muraglia.
Mao non discriminava tra tappi e giraffe, i suoi successori invece sì. Il dottor Xia Hetao è famoso e molto occupato, opera 180 persone l'anno, seguendo la tecnica del russo Lizarov. Semplice: vi rompe la gambe sotto il ginocchio, vi infila due ferri da uncinetto e ve li fissa a una gabbia esterna con una decina di viti che, quotidianamente, per mesi, vengono girate per allungare gli arti inferiori.
Il dolore, se va bene, dura qualche giorno, il supplizio un paio d'anni. Ma vuoi mettere: la gioia di avere il capogiro? Di essere invitata alle feste? Di avere accesso alle migliori borse di studio? L'università di Shanghai ha pubblicato un bando di ammissione. I posti ci sono. Ma bisogna essere alti almeno 1.62. Prego, dottore, mi spezzi le gambe.
Xia Hetao ha 60 anni, viene da Nanchino, è nato in un paese di campagna, durante la rivoluzione culturale ha lavorato in una fabbrica d'aerei, poi è stato convinto dal partito ad iscriversi a medicina. Si è specializzato in ortopedia nell'86 e ha studiato con un collaboratore di Lizarov. Ha uno studio con segretaria e dice: "Vengono da me in lacrime, giurano di volersi suicidare, non hanno vita sociale, affettiva, lavorativa.
Su dieci persone: sei sono donne, quattro uomini. Mi raccontano di essere sole, di non avere mai ballato, di desiderare una carriera all'estero. Si operano per avere rispetto, soldi, perché così il loro business andrà meglio. Non c'entra l'estetica. Il governo per molti posti ha messo nuovi criteri: 1.80 per i maschi, 1.68 per le femmine. Vengono da me molti dirigenti di partito, devono fare colpo sugli elettori, conquistarsi un'immagine. Ministri, diplomatici, avvocati, studenti, vigili, guardie, poliziotti, militari. Vogliono tutti essere alti. In fretta.
La persona più vecchia che ho operato aveva 52 anni, era una dirigente benestante di un'azienda chimica, alta 1.48. Ho rifiutato solo gli sportivi, soprattutto calciatori, non mi pareva il caso. Tra dieci anni la Cina avrà una popolazione dieci centimetri più alta di quella attuale. L'alimentazione è cambiata, ora i bambini bevono latte. A qualcuno dico no, rifiuto almeno il 30 per cento dei pazienti, ma davanti a qualcuno che minaccia di togliersi la vita cosa posso fare?".
Allungarla, appunto. Xia Hetao ha cliniche in tutto il paese. La sua fortuna è nata quando ha operato una nipote del presidente Deng Xiao Ping.
Non è il solo a vendere centimetri. Ce ne sono molti altri. In Cina la sanità è privata. Da Canton una ragazza di 24 anni ulula le sue sofferenze al telefono: "Non riesco ad alzarmi dal letto. Volevo ammazzarmi dal dolore, mi hanno legato al tavolo a quattro di bastoni, mi hanno messo 17 chiodi nelle gambe, per cinque mesi dallo strazio ho dormito solo un'ora a notte, non mi sentivo più le gambe. Sono 1.58, volevo 8 centimetri in più. Il dottore mi aveva detto che non c'era problema, sarei uscita dopo cinque giorni di degenza e sarei tornata a lavorare. Invece la sofferenza è stata insopportabile. Non ho nemmeno avuto conforto dagli amici o dalla famiglia, perché ho fatto tutto in gran segreto. Per pagare l'operazione ho dato fondo ai miei risparmi e ho chiesto un prestito. Ma qualcosa è andato storto perché non posso né girarmi, né sedermi, devo essere sempre trasportata". Tremila euro per dei centimetri falsi, ma per una tortura vera. Per sentirsi parte della nuova Cina: quella moderna, progressista, giovane.
Xia Hetao spiega: "L'ultimo incidente l'ho avuto nel '98. A due donne sono uscite le ossa e un'altra è rimasta sfigurata nelle gambe dalle cicatrici. I rischi di incompatibilità ci sono. Magari le ossa non si rinsaldano, magari i nervi vengono danneggiati, magari lo scheletro si appesantisce troppo e cede, e poi c'è sempre la possibilità di infezioni. Ma ora la tecnica si è sviluppata. Quello che non accetto è il giudizio morale: tutti parlano dal'alto e non sanno cosa significhi essere tagliati fuori. I dirigenti di imprese vengono da me e si lamentano, mi dicono: sono bravo e intelligente, ma sono basso e sfavorito sul lavoro. Le ragazze, spesso accompagnate dai loro genitori, mi raccontano di non trovare marito e occupazione, vogliono più centimetri per avere più fiducia. L'operazione per loro è un investimento per il futuro. Nel '96 ho trattato persino una modella, era alta 1,75, ma ha voluto arrivare a 1,78. Ho fatto uno studio sulla società americana, anche lì le persone alte guadagnano in media 15 mila dollari più degli altri. L'altezza non ha patria. Non è un mito solo occidentale o cinese. La società è una foresta dove gli alti non vedono i bassi". Ultima cosa: il dottore non è un gigante, ma nemmeno nano. Però mente sui suoi centimetri.
di EMANUELA AUDISIO - Repubblica.it
PECHINO - C'è un ospedale a Pechino dove ti allungano la vita. Dove con una bugia ti vendono centimetri. L'ospedale è privato. Lontano dal centro, Chaoyang district. Una casa di cura grigia e anonima. Ci entri in piedi e ci esci sdraiato. Ti ricoveri in silenzio, vieni dimesso che urli. O guaisci, come un cane. Paghi per soffrire, per gioire, per guardare tutti dall'alto. Da un po' più alto. Per fregare il metro. Per urlare al cellulare che ce l'hai fatta. Ora troverai lavoro, amici, marito. Occasioni migliori. Grazie ad un allungaossa moderno.
Se la vita è una questione di alti e di bassi, tu hai scelto: gli alti, please. Ma paghi il prezzo: alto pure quello.
Dolore, sofferenza, male bestiale. Ti fai spezzare le gambe sane. Per recuperare centimetri. Uno per ogni venti giorni di degenza. In sei mesi puoi guadagnare 10 centimetri. Cresci, urli, paghi. Si parte da 4.000 euro. La vecchia Cina non faceva differenza, quella nuova sì. L'idolo del paese adesso è un gigante del basket, alto 2 metri e 26 centimetri. Si chiama Yao Ming, gioca nell'Nba americana, con il soprannome: "The Great Wall", la grande Muraglia.
Mao non discriminava tra tappi e giraffe, i suoi successori invece sì. Il dottor Xia Hetao è famoso e molto occupato, opera 180 persone l'anno, seguendo la tecnica del russo Lizarov. Semplice: vi rompe la gambe sotto il ginocchio, vi infila due ferri da uncinetto e ve li fissa a una gabbia esterna con una decina di viti che, quotidianamente, per mesi, vengono girate per allungare gli arti inferiori.
Il dolore, se va bene, dura qualche giorno, il supplizio un paio d'anni. Ma vuoi mettere: la gioia di avere il capogiro? Di essere invitata alle feste? Di avere accesso alle migliori borse di studio? L'università di Shanghai ha pubblicato un bando di ammissione. I posti ci sono. Ma bisogna essere alti almeno 1.62. Prego, dottore, mi spezzi le gambe.
Xia Hetao ha 60 anni, viene da Nanchino, è nato in un paese di campagna, durante la rivoluzione culturale ha lavorato in una fabbrica d'aerei, poi è stato convinto dal partito ad iscriversi a medicina. Si è specializzato in ortopedia nell'86 e ha studiato con un collaboratore di Lizarov. Ha uno studio con segretaria e dice: "Vengono da me in lacrime, giurano di volersi suicidare, non hanno vita sociale, affettiva, lavorativa.
Su dieci persone: sei sono donne, quattro uomini. Mi raccontano di essere sole, di non avere mai ballato, di desiderare una carriera all'estero. Si operano per avere rispetto, soldi, perché così il loro business andrà meglio. Non c'entra l'estetica. Il governo per molti posti ha messo nuovi criteri: 1.80 per i maschi, 1.68 per le femmine. Vengono da me molti dirigenti di partito, devono fare colpo sugli elettori, conquistarsi un'immagine. Ministri, diplomatici, avvocati, studenti, vigili, guardie, poliziotti, militari. Vogliono tutti essere alti. In fretta.
La persona più vecchia che ho operato aveva 52 anni, era una dirigente benestante di un'azienda chimica, alta 1.48. Ho rifiutato solo gli sportivi, soprattutto calciatori, non mi pareva il caso. Tra dieci anni la Cina avrà una popolazione dieci centimetri più alta di quella attuale. L'alimentazione è cambiata, ora i bambini bevono latte. A qualcuno dico no, rifiuto almeno il 30 per cento dei pazienti, ma davanti a qualcuno che minaccia di togliersi la vita cosa posso fare?".
Allungarla, appunto. Xia Hetao ha cliniche in tutto il paese. La sua fortuna è nata quando ha operato una nipote del presidente Deng Xiao Ping.
Non è il solo a vendere centimetri. Ce ne sono molti altri. In Cina la sanità è privata. Da Canton una ragazza di 24 anni ulula le sue sofferenze al telefono: "Non riesco ad alzarmi dal letto. Volevo ammazzarmi dal dolore, mi hanno legato al tavolo a quattro di bastoni, mi hanno messo 17 chiodi nelle gambe, per cinque mesi dallo strazio ho dormito solo un'ora a notte, non mi sentivo più le gambe. Sono 1.58, volevo 8 centimetri in più. Il dottore mi aveva detto che non c'era problema, sarei uscita dopo cinque giorni di degenza e sarei tornata a lavorare. Invece la sofferenza è stata insopportabile. Non ho nemmeno avuto conforto dagli amici o dalla famiglia, perché ho fatto tutto in gran segreto. Per pagare l'operazione ho dato fondo ai miei risparmi e ho chiesto un prestito. Ma qualcosa è andato storto perché non posso né girarmi, né sedermi, devo essere sempre trasportata". Tremila euro per dei centimetri falsi, ma per una tortura vera. Per sentirsi parte della nuova Cina: quella moderna, progressista, giovane.
Xia Hetao spiega: "L'ultimo incidente l'ho avuto nel '98. A due donne sono uscite le ossa e un'altra è rimasta sfigurata nelle gambe dalle cicatrici. I rischi di incompatibilità ci sono. Magari le ossa non si rinsaldano, magari i nervi vengono danneggiati, magari lo scheletro si appesantisce troppo e cede, e poi c'è sempre la possibilità di infezioni. Ma ora la tecnica si è sviluppata. Quello che non accetto è il giudizio morale: tutti parlano dal'alto e non sanno cosa significhi essere tagliati fuori. I dirigenti di imprese vengono da me e si lamentano, mi dicono: sono bravo e intelligente, ma sono basso e sfavorito sul lavoro. Le ragazze, spesso accompagnate dai loro genitori, mi raccontano di non trovare marito e occupazione, vogliono più centimetri per avere più fiducia. L'operazione per loro è un investimento per il futuro. Nel '96 ho trattato persino una modella, era alta 1,75, ma ha voluto arrivare a 1,78. Ho fatto uno studio sulla società americana, anche lì le persone alte guadagnano in media 15 mila dollari più degli altri. L'altezza non ha patria. Non è un mito solo occidentale o cinese. La società è una foresta dove gli alti non vedono i bassi". Ultima cosa: il dottore non è un gigante, ma nemmeno nano. Però mente sui suoi centimetri.
OSAS E CPAP
OSAS E CPAP
La chirurgia funzionale del naso mira al ripristino di una normale respirazione correggendo quelle patologie quali ipertrofia dei turbinati, deformità/deviazione del setto e/o della piramide nasale, disfunzione delle valvole nasali, poliposi naso-sinusale, perforazione del setto nasale, che sono alla base dell’ostruzione nasale (naso chiuso).
CASI CLINICI DI SUCCESSO
roncopatia ed apnee del sonno
Perché si russa?
Perché l’aria inspirata trova difficoltà a passare attraverso le vie aeree superiori (naso e gola) e il flusso d’aria diventa irregolare e turbolento : Russare segnala una difficoltà nella respirazione notturna.
Questo flusso d’aria turbolento fa vibrare i tessuti molli della faringe (gola):
* palato molle
* ugola
* pilastri palatini
* tonsille palatine
* palato molle
dalla vibrazione di queste strutture nasce il tipico rumore respiratorio notturno.
Nella terminologia medica tale disturbo si chiama RONCOPATIA.
Quali sono le cause anatomiche del russare?
Si tratta di zone, nelle vie aeree superiori, di restringimento, dove l’aria è ostacolata nel suo passaggio.
Le zone di ostruzione più importanti sono :
NASO (deviazione del setto e della piramide nasale, ipertrofia dei turbinati, deficit delle valvole nasali, poliposi nasale)
OROFARINGE (palato molle e ugola eccessivamente lunghi ed ipertrofici, tonsille palatine voluminose, lingua eccessivamente voluminosa)
IPOFARINGE (base della lingua eccessivamente voluminosa o retroposizionata, ridotte dimensioni della mandibola, mandibola retroposizionata)
Oltre alle cause anatomiche quali altri fattori predispongono il russare ?
* Eta': con l’invecchiamento i tessuti molli della gola si rilassano, vibrando più facilmente (= maggior rumore)
* Sovrappeso e obesità
* Alcool
* Farmaci tranquillanti, sedativi ed anti-istaminici
Quali sono i sintomi della roncopatia?
* Rumore respiratorio nel sonno (russare)
*
* Apnee: sono intervalli di alcuni secondi in cui il russare è interrotto da assenze della respirazione
*
* Sonnolenza durante il giorno
*
* Scarsa performance lavorativa
*
* Maggior possibilità di incidenti nel traffico e sul lavoro
*
* Difficoltà di concentrazione
*
* Lacune nella memoria
*
* Mal di testa al mattino
*
* Sbalzi di umore
*
Quali sono le conseguenze della roncopatia e delle apnee notturne sulla salute?
Se si sviluppa la Sindrome delle Apnee Notturne ci sono conseguenze negative, a lungo termine, sulla salute generale:
* Ipertensione arteriosa
* Scompenso cardiaco
* Aritmie cardiache
* Ischemia cardiaca (infarto) e cerebrale (ictus)
* impotenza
La diagnosi
Per diagnosticare le cause e la severità della roncopatia e delle eventuale sindrome delle apnee notturne sono necessari alcuni accertamenti :
* Visita otorinolaringoiatria ed endoscopia delle vie aeree superiori
* Polisonnografia
* Teleradiografia cranio con cefalometria
* Visita pneumologica
* Visita cardiologica
La terapia
Alcuni accorgimenti :
* Ridurre il peso per le persone in soprappeso o obese
* Limitare il consumo di alcolici e di farmaci tranquillanti
* Svolgere regolare attività fisica.
Chirurgia: Nei casi di roncopatia semplice (senza apnee) o di sindrome delle apnee di grado lieve si può ricorrere alla terapia chirurgica.
La chirurgia si propone di eliminare i siti di restringimento lungo le vie aeree superiori. Di seguito sono elencate le varie opzioni chirurgiche implicate, secondo il distretto anatomico.
Naso: si correggono quelle anomalie anatomiche quali deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati, stenosi della valvola nasale e si asportano eventuali polipi naso-sinusali che ostruiscono il passaggio dell'aria. Una spiegazione più approfondita di questi argomenti si trova nella sezione "chirurgia funzionale del naso".
Palato molle e ugola: si riducono le eccessive dimensioni (ipertrofia) del palato molle e dell'ugola (la denominazione precisa dell'intervento è :Uvulopalatofaringoplastica, UPPP). Se sono ancora presenti le tonsille palatine vengono rimosse durante lo stesso intervento. A seconda della situazione anatomica può essere eseguito con la chirurgia tradizionale o con le tecniche più moderne (Laser).
Ipofaringe (parte più bassa della gola): si amplia lo spazio respiratorio agendo sul muscolo genioglosso (avanzamento del muscolo); spostando in avanti l'osso ioide (sospensione ioidea); riducendo il volume della base della lingua con la metodica a radiofrequenze.
Mandibola: può restringere le vie aeree per le sue ridotte dimensioni (micrognatia) o per una sua retroposizione (retrognatia). La chirurgia deve mirare a ripristinare le corrette dimensioni e la corretta posizione della mandibola stessa.
Mascellare: nei casi ancora più rari in cui lo spazio aereo è ridotto di volume per retroposizione anche del mascellare è necessario riposizionarlo in accordo con la posizione mandibolare corretta (avanzamento maxillo-mandibolare)
Lo scopo di questi interventi è la rimozione delle ostruzioni a livello del naso e della faringe consentendo all'aria inspirata un passaggio con moto laminare, senza vortici e turbolenze.
La terapia ventilatoria CPAP
Nei casi si Sindrome delle Apnee Ostruttiva di entità più severa la chirurgia non offre molte possibilità di cura e si può impiegare solo la terapia ventilatoria (CPAP, Continouos Positive AirwayPressure).
Si tratta di terapia ventilatoria che mediante una mascherina veicola nel naso aria a pressione positiva, generata da una sorta di "minicompressore" che, agendo come dilatatore pneumatico delle vie aeree superiori evita l'ostruzione della faringe (gola) e quindi annulla l'evento che genera l'apnea.
L'apparecchio deve essere utilizzato ogni notte e da più di un anno sono in commercio apparecchi CPAP a pressione variabile che si autoregolano in base alle necessità del paziente e sono molto silenziosi.
LA CPAP è l'unica terapia che garantisce una risoluzione delle apnee ostruttive notturne al 100%.
Dott. Enrico Dondè – Chirurgia funzionale, estetica e ricostruttiva del naso
MILANO: via Gorani 1 - PALERMO: via Ausonia, 35/B -
Tel 320 23 76 565 - enricodond@yahoo.it
La chirurgia funzionale del naso mira al ripristino di una normale respirazione correggendo quelle patologie quali ipertrofia dei turbinati, deformità/deviazione del setto e/o della piramide nasale, disfunzione delle valvole nasali, poliposi naso-sinusale, perforazione del setto nasale, che sono alla base dell’ostruzione nasale (naso chiuso).
CASI CLINICI DI SUCCESSO
roncopatia ed apnee del sonno
Perché si russa?
Perché l’aria inspirata trova difficoltà a passare attraverso le vie aeree superiori (naso e gola) e il flusso d’aria diventa irregolare e turbolento : Russare segnala una difficoltà nella respirazione notturna.
Questo flusso d’aria turbolento fa vibrare i tessuti molli della faringe (gola):
* palato molle
* ugola
* pilastri palatini
* tonsille palatine
* palato molle
dalla vibrazione di queste strutture nasce il tipico rumore respiratorio notturno.
Nella terminologia medica tale disturbo si chiama RONCOPATIA.
Quali sono le cause anatomiche del russare?
Si tratta di zone, nelle vie aeree superiori, di restringimento, dove l’aria è ostacolata nel suo passaggio.
Le zone di ostruzione più importanti sono :
NASO (deviazione del setto e della piramide nasale, ipertrofia dei turbinati, deficit delle valvole nasali, poliposi nasale)
OROFARINGE (palato molle e ugola eccessivamente lunghi ed ipertrofici, tonsille palatine voluminose, lingua eccessivamente voluminosa)
IPOFARINGE (base della lingua eccessivamente voluminosa o retroposizionata, ridotte dimensioni della mandibola, mandibola retroposizionata)
Oltre alle cause anatomiche quali altri fattori predispongono il russare ?
* Eta': con l’invecchiamento i tessuti molli della gola si rilassano, vibrando più facilmente (= maggior rumore)
* Sovrappeso e obesità
* Alcool
* Farmaci tranquillanti, sedativi ed anti-istaminici
Quali sono i sintomi della roncopatia?
* Rumore respiratorio nel sonno (russare)
*
* Apnee: sono intervalli di alcuni secondi in cui il russare è interrotto da assenze della respirazione
*
* Sonnolenza durante il giorno
*
* Scarsa performance lavorativa
*
* Maggior possibilità di incidenti nel traffico e sul lavoro
*
* Difficoltà di concentrazione
*
* Lacune nella memoria
*
* Mal di testa al mattino
*
* Sbalzi di umore
*
Quali sono le conseguenze della roncopatia e delle apnee notturne sulla salute?
Se si sviluppa la Sindrome delle Apnee Notturne ci sono conseguenze negative, a lungo termine, sulla salute generale:
* Ipertensione arteriosa
* Scompenso cardiaco
* Aritmie cardiache
* Ischemia cardiaca (infarto) e cerebrale (ictus)
* impotenza
La diagnosi
Per diagnosticare le cause e la severità della roncopatia e delle eventuale sindrome delle apnee notturne sono necessari alcuni accertamenti :
* Visita otorinolaringoiatria ed endoscopia delle vie aeree superiori
* Polisonnografia
* Teleradiografia cranio con cefalometria
* Visita pneumologica
* Visita cardiologica
La terapia
Alcuni accorgimenti :
* Ridurre il peso per le persone in soprappeso o obese
* Limitare il consumo di alcolici e di farmaci tranquillanti
* Svolgere regolare attività fisica.
Chirurgia: Nei casi di roncopatia semplice (senza apnee) o di sindrome delle apnee di grado lieve si può ricorrere alla terapia chirurgica.
La chirurgia si propone di eliminare i siti di restringimento lungo le vie aeree superiori. Di seguito sono elencate le varie opzioni chirurgiche implicate, secondo il distretto anatomico.
Naso: si correggono quelle anomalie anatomiche quali deviazioni del setto, ipertrofia dei turbinati, stenosi della valvola nasale e si asportano eventuali polipi naso-sinusali che ostruiscono il passaggio dell'aria. Una spiegazione più approfondita di questi argomenti si trova nella sezione "chirurgia funzionale del naso".
Palato molle e ugola: si riducono le eccessive dimensioni (ipertrofia) del palato molle e dell'ugola (la denominazione precisa dell'intervento è :Uvulopalatofaringoplastica, UPPP). Se sono ancora presenti le tonsille palatine vengono rimosse durante lo stesso intervento. A seconda della situazione anatomica può essere eseguito con la chirurgia tradizionale o con le tecniche più moderne (Laser).
Ipofaringe (parte più bassa della gola): si amplia lo spazio respiratorio agendo sul muscolo genioglosso (avanzamento del muscolo); spostando in avanti l'osso ioide (sospensione ioidea); riducendo il volume della base della lingua con la metodica a radiofrequenze.
Mandibola: può restringere le vie aeree per le sue ridotte dimensioni (micrognatia) o per una sua retroposizione (retrognatia). La chirurgia deve mirare a ripristinare le corrette dimensioni e la corretta posizione della mandibola stessa.
Mascellare: nei casi ancora più rari in cui lo spazio aereo è ridotto di volume per retroposizione anche del mascellare è necessario riposizionarlo in accordo con la posizione mandibolare corretta (avanzamento maxillo-mandibolare)
Lo scopo di questi interventi è la rimozione delle ostruzioni a livello del naso e della faringe consentendo all'aria inspirata un passaggio con moto laminare, senza vortici e turbolenze.
La terapia ventilatoria CPAP
Nei casi si Sindrome delle Apnee Ostruttiva di entità più severa la chirurgia non offre molte possibilità di cura e si può impiegare solo la terapia ventilatoria (CPAP, Continouos Positive AirwayPressure).
Si tratta di terapia ventilatoria che mediante una mascherina veicola nel naso aria a pressione positiva, generata da una sorta di "minicompressore" che, agendo come dilatatore pneumatico delle vie aeree superiori evita l'ostruzione della faringe (gola) e quindi annulla l'evento che genera l'apnea.
L'apparecchio deve essere utilizzato ogni notte e da più di un anno sono in commercio apparecchi CPAP a pressione variabile che si autoregolano in base alle necessità del paziente e sono molto silenziosi.
LA CPAP è l'unica terapia che garantisce una risoluzione delle apnee ostruttive notturne al 100%.
Dott. Enrico Dondè – Chirurgia funzionale, estetica e ricostruttiva del naso
MILANO: via Gorani 1 - PALERMO: via Ausonia, 35/B -
Tel 320 23 76 565 - enricodond@yahoo.it
domenica 9 gennaio 2011
mercoledì 5 gennaio 2011
lunedì 3 gennaio 2011
Sale iposodico
Il sale iposodico rappresenta una scelta salutare e dietetica per insaporire i cibi andando a ridurre sensibilmente il livello di sodio. Infatti questo tipo di sale è naturale al 100% ed è costituito da una miscela di cloruro di potassio che sostituisce il sodio nella misura del 70%. Il sale iposodico si presenta con un sapore meno salato rispetto al normale sale da cucina e proprio per questo si deve porre molta attenzione alle quantità.
Non ha solo delle valenze dietetiche ma anche salutari. La normale concentrazione di sodio contenuta nel sale da cucina, se usato in abbondanza, non solo favorisce il ristagno dei liquidi nei tessuti favorendo così il fenomeno della cellulite e non solo. Un eccesso di sodio favorisce anche un’aumento dei valori della pressione arteriosa provocando ipertensione. Il fabbisogno giornaliero di sale si aggira intorno ai 5gr al giorno, assumerne in quantità maggiori provoca quindi numerosi problemi sia alla linea che alla salute.
Attraverso il sale iposodico è possibile invece ridurre la quantità di sodio che è poi quello che causa ritenzione e ipertensione arteriosa. Ma non è tutto: in commercio è possibile trovare il sale iposodico iodato, cioè con l’aggiunta di iodio, indicato per la prevenzione delle patologie a carico della tiroide. Quest’ultimo non presenta infatti delle alterazioni nel gusto, riesce ad insaporire abbastanza bene le pietanze andando però a prevenire diverse patologie.
Non ha solo delle valenze dietetiche ma anche salutari. La normale concentrazione di sodio contenuta nel sale da cucina, se usato in abbondanza, non solo favorisce il ristagno dei liquidi nei tessuti favorendo così il fenomeno della cellulite e non solo. Un eccesso di sodio favorisce anche un’aumento dei valori della pressione arteriosa provocando ipertensione. Il fabbisogno giornaliero di sale si aggira intorno ai 5gr al giorno, assumerne in quantità maggiori provoca quindi numerosi problemi sia alla linea che alla salute.
Attraverso il sale iposodico è possibile invece ridurre la quantità di sodio che è poi quello che causa ritenzione e ipertensione arteriosa. Ma non è tutto: in commercio è possibile trovare il sale iposodico iodato, cioè con l’aggiunta di iodio, indicato per la prevenzione delle patologie a carico della tiroide. Quest’ultimo non presenta infatti delle alterazioni nel gusto, riesce ad insaporire abbastanza bene le pietanze andando però a prevenire diverse patologie.
sabato 1 gennaio 2011
venerdì 31 dicembre 2010
Zullo: i veri precari sono gli stabilizzandi e non gli internalizzandi
Zullo: i veri precari sono gli stabilizzandi e non gli internalizzandi
Una nota del consigliere regionale Ignazio Zullo (PdL)
“Qualcosa non quadra nel fare di Vendola, tutto proteso a favore degli internalizzandi cioè di quei lavoratori occupati nelle Aziende e nelle Cooperative che assolvono ai servizi di pulizia, portierato, mensa e via discorrendo nelle Aziende Sanitarie Pubbliche e per nulla preoccupato per la stabilizzazione di quegli infermieri, terapisti, medici, psicologi, OSS che lavorano con contratto di lavoro subordinato di diritto pubblico o con altro contratto di diritto privato alle dirette dipendenza delle Aziende Sanitarie da oltre dieci anni.
Eppure sono questi ultimi i veri precari, prorogati nell’ASL BARI per ulteriori tre mesi e poi? Sono i veri precari e sono dedicati a servizi di grande utilità nella deospedalizzazione quali l’Assistenza Domiciliare Integrata e Riabilitativa e nelle cure intermedie della disabilità, della non autosufficienza e della cronicità.
Tutti servizi che non possono essere interrotti anzi, anche in applicazione del mio emendamento approvato in Consiglio all’interno della legge di bilancio 2011, vanno potenziati con il previsto taglio dei posti letto negli ospedali per effettuare un efficace filtro all’ospedalizzazione e per fornire supporto assistenziale nella fase della dimissione dagli ospedali da ricoveri che con il minor numero di posti letto richiederanno un aumento del turn over e una riduzione della degenza media.
I primi, cioè gli internalizzandi non sono precari poiché non perderanno mai il lavoro perché protetti dalla “clausola sociale” vale a dire che in caso di eventuale subentro di altra ditta nell’appalto, la ditta subentrante è tenuta ad assumere i lavoratori già in servizio e, siccome i servizi di pulizia, portierato, mensa e via discorrendo sono indispensabili alla vita delle Aziende sanitarie, quei lavoratori non hanno nulla da temere circa la stabilità del posto di lavoro.
I secondi, gli stabilizzandi sono precari. Se mandati a casa al 31 marzo saranno disoccupati e lasceranno vuoti assistenziali che determineranno l’insostenibilità economico-finanziaria del SSR, insostenibilità che a ruota, trascinerà nel baratro anche gli internalizzandi.
Ecco perché, caro Vendola, l’attenzione prioritaria della Regione deve essere riservata agli stabilizzandi e plaudo in questo senso al Ministro Fitto quando ti ha manifestato con grande responsabilità la disponibilità a sedersi a tavolino con la Regione Puglia per concertare una legge nazionale che dia soluzione al problema della precarietà nella sua interezza ove la Corte Costituzionale dovesse bocciare le norme approvate dalla, come ricordato dal Presidente Introna, all’unanimità.
In questo senso mi piacerebbe, caro Vendola, adoperarmi per un’azione sinergica che, piuttosto che portarci a Roma a manifestare e a scalare tetti, ci porti a sederci intorno ad un tavolo noi del PdL con il Ministro Fitto e te per agire in sintonia, senza dividerci perché tutti abbiamo a cuore le sorti e il bene dei pugliesi e vorrei che tu possa comprendere che la cooperazione rende molto di più della contrapposizione “.
Una nota del consigliere regionale Ignazio Zullo (PdL)
“Qualcosa non quadra nel fare di Vendola, tutto proteso a favore degli internalizzandi cioè di quei lavoratori occupati nelle Aziende e nelle Cooperative che assolvono ai servizi di pulizia, portierato, mensa e via discorrendo nelle Aziende Sanitarie Pubbliche e per nulla preoccupato per la stabilizzazione di quegli infermieri, terapisti, medici, psicologi, OSS che lavorano con contratto di lavoro subordinato di diritto pubblico o con altro contratto di diritto privato alle dirette dipendenza delle Aziende Sanitarie da oltre dieci anni.
Eppure sono questi ultimi i veri precari, prorogati nell’ASL BARI per ulteriori tre mesi e poi? Sono i veri precari e sono dedicati a servizi di grande utilità nella deospedalizzazione quali l’Assistenza Domiciliare Integrata e Riabilitativa e nelle cure intermedie della disabilità, della non autosufficienza e della cronicità.
Tutti servizi che non possono essere interrotti anzi, anche in applicazione del mio emendamento approvato in Consiglio all’interno della legge di bilancio 2011, vanno potenziati con il previsto taglio dei posti letto negli ospedali per effettuare un efficace filtro all’ospedalizzazione e per fornire supporto assistenziale nella fase della dimissione dagli ospedali da ricoveri che con il minor numero di posti letto richiederanno un aumento del turn over e una riduzione della degenza media.
I primi, cioè gli internalizzandi non sono precari poiché non perderanno mai il lavoro perché protetti dalla “clausola sociale” vale a dire che in caso di eventuale subentro di altra ditta nell’appalto, la ditta subentrante è tenuta ad assumere i lavoratori già in servizio e, siccome i servizi di pulizia, portierato, mensa e via discorrendo sono indispensabili alla vita delle Aziende sanitarie, quei lavoratori non hanno nulla da temere circa la stabilità del posto di lavoro.
I secondi, gli stabilizzandi sono precari. Se mandati a casa al 31 marzo saranno disoccupati e lasceranno vuoti assistenziali che determineranno l’insostenibilità economico-finanziaria del SSR, insostenibilità che a ruota, trascinerà nel baratro anche gli internalizzandi.
Ecco perché, caro Vendola, l’attenzione prioritaria della Regione deve essere riservata agli stabilizzandi e plaudo in questo senso al Ministro Fitto quando ti ha manifestato con grande responsabilità la disponibilità a sedersi a tavolino con la Regione Puglia per concertare una legge nazionale che dia soluzione al problema della precarietà nella sua interezza ove la Corte Costituzionale dovesse bocciare le norme approvate dalla, come ricordato dal Presidente Introna, all’unanimità.
In questo senso mi piacerebbe, caro Vendola, adoperarmi per un’azione sinergica che, piuttosto che portarci a Roma a manifestare e a scalare tetti, ci porti a sederci intorno ad un tavolo noi del PdL con il Ministro Fitto e te per agire in sintonia, senza dividerci perché tutti abbiamo a cuore le sorti e il bene dei pugliesi e vorrei che tu possa comprendere che la cooperazione rende molto di più della contrapposizione “.
domenica 26 dicembre 2010
venerdì 24 dicembre 2010
mercoledì 22 dicembre 2010
domenica 19 dicembre 2010
sabato 18 dicembre 2010
SCILIPOTI
http://www.domenicoscilipoti.it/
SCILIPOTI
Nato a
BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA)
il 26/08/1957
Laurea in medicina e chirurgia; Ginecologo, Agopuntore
Eletto nella circoscrizione
XXV (SICILIA 2)
Lista di elezione:
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
Proclamato il
29/04/2008
Elezione convalidata il
18/12/2008
Iscritto al gruppo parlamentare:
MISTO - non iscritto ad alcuna componente
dal
09/12/2010
* ITALIA DEI VALORI dal 05/05/2008 al 09/12/2010
Componente degli organi parlamentari:
*
VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
dal
28/10/2008
*
X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
dal
14/05/2008
al
28/10/2008
SCILIPOTI
Nato a
BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA)
il 26/08/1957
Laurea in medicina e chirurgia; Ginecologo, Agopuntore
Eletto nella circoscrizione
XXV (SICILIA 2)
Lista di elezione:
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
Proclamato il
29/04/2008
Elezione convalidata il
18/12/2008
Iscritto al gruppo parlamentare:
MISTO - non iscritto ad alcuna componente
dal
09/12/2010
* ITALIA DEI VALORI dal 05/05/2008 al 09/12/2010
Componente degli organi parlamentari:
*
VIII COMMISSIONE (AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI)
dal
28/10/2008
*
X COMMISSIONE (ATTIVITA' PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)
dal
14/05/2008
al
28/10/2008
venerdì 17 dicembre 2010
giovedì 16 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
sabato 11 dicembre 2010
Complications of adenotonsillectomy
Complications of adenotonsillectomy.
Statham MM, Myer CM 3rd.
aDepartment of Otolaryngology, University of Cincinnati, USA bDivision of Pediatric Otolaryngology, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio, USA.
Abstract
PURPOSE OF REVIEW: Tonsillectomy and adenoidectomy are two of the most commonly performed pediatric surgical procedures. As with all surgical intervention, tonsillectomy and adenoidectomy are associated with a host of potential complications. Fortunately, for most children undergoing adenotonsillectomy (T&A), complications are rare. This review is intended to summarize recent reports, which may lead to prevention and treatment of T&A complications.
RECENT FINDINGS: The presented reports of complications and risk factors for complications in children undergoing T&A highlight perioperative medical management as a means to decrease perioperative complications. Certain tonsillectomy techniques, such as microdebrider intracapsular tonsillectomy, may lead to decreased posttonsillectomy hemorrhage and dehydration. Despite published recommendations, preoperative assessments for bleeding diatheses vary among practitioners. Conversely, guidelines for evaluation of posttonsillectomy hemorrhage are lacking. Some pediatric populations, such as children with coagulopathy, neurologic disease, and obesity, have increased risk of perioperative complications, and recent reports regarding their care are presented.
SUMMARY: We present recent data pertinent to the contemporary management of medical and surgical complications of T&A, with particular focus on specific at-risk pediatric populations. In the patient groups illustrated in this review, anticipation of complications may decrease complications or lead to improved management of complications when they occur.
PMID: 20975561 [PubMed - as supplied by publisher]
Statham MM, Myer CM 3rd.
aDepartment of Otolaryngology, University of Cincinnati, USA bDivision of Pediatric Otolaryngology, Cincinnati Children's Hospital Medical Center, Cincinnati, Ohio, USA.
Abstract
PURPOSE OF REVIEW: Tonsillectomy and adenoidectomy are two of the most commonly performed pediatric surgical procedures. As with all surgical intervention, tonsillectomy and adenoidectomy are associated with a host of potential complications. Fortunately, for most children undergoing adenotonsillectomy (T&A), complications are rare. This review is intended to summarize recent reports, which may lead to prevention and treatment of T&A complications.
RECENT FINDINGS: The presented reports of complications and risk factors for complications in children undergoing T&A highlight perioperative medical management as a means to decrease perioperative complications. Certain tonsillectomy techniques, such as microdebrider intracapsular tonsillectomy, may lead to decreased posttonsillectomy hemorrhage and dehydration. Despite published recommendations, preoperative assessments for bleeding diatheses vary among practitioners. Conversely, guidelines for evaluation of posttonsillectomy hemorrhage are lacking. Some pediatric populations, such as children with coagulopathy, neurologic disease, and obesity, have increased risk of perioperative complications, and recent reports regarding their care are presented.
SUMMARY: We present recent data pertinent to the contemporary management of medical and surgical complications of T&A, with particular focus on specific at-risk pediatric populations. In the patient groups illustrated in this review, anticipation of complications may decrease complications or lead to improved management of complications when they occur.
PMID: 20975561 [PubMed - as supplied by publisher]
Nuova linea guida “Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia"
Nuova linea guida “Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia"
Il 21 Aprile è stata presentata la nuova linea guida "Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia". Anche se tonsillectomie e adenoidectomie sono interventi che vengono praticati da circa tre millenni, ancora oggi non bisogna dimenticare il rischio di morbosità e di complicanze post-operatorie a cui sono associati. Proprio per questo, negli ultimi anni si è sentito il bisogno di affiancare al tema dell'appropriatezza anche quello della sicurezza e di dare perciò indicazioni chiare su quali siano le procedure più sicure per affrontare tonsillectomie e adenoidectomie. Nella nuova linea guida il gruppo multidisciplinare di esperti ha stilato una lista di raccomandazioni che definiscono in quali casi e secondo quali modalità debbano essere eseguite sia le tonsillecotmie sia le adenoidectomie. La linea guida è suddivisa in quattro parti relative alle indicazioni agli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia, alle tecniche chirurgiche e anestesiologiche, alla gestione perioperatoria dei pazienti tonsillectomizzati e agli aspetti clinico-organizzativi. In sintesi, secondo gli autori della linea guida le principali indicazioni agli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia sono la sindrome dell'apnea ostruttiva del bambino con ipertrofia adenotonsillare e le forme severe di tonsillite ricorrente. Per quanto riguarda le tecniche chirurgiche, la linea guida raccomanda la dissezione "a freddo" rispetto alle moderne tecniche che prevedono l'utilizzo del laser. Infine, nel caso in cui siano soddisfatti requisiti sociali quali la presenza costante di un familiare e condizioni igienico-sanitarie domiciliari adeguate, la tonsillectomia può essere effettuata in regime di one day surgery e l'adenoidectomia in day surgery senza pernottamento.
http://www.acp.it/allegati/LG%20tonsillectomia.pdf
Il 21 Aprile è stata presentata la nuova linea guida "Appropriatezza e sicurezza degli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia". Anche se tonsillectomie e adenoidectomie sono interventi che vengono praticati da circa tre millenni, ancora oggi non bisogna dimenticare il rischio di morbosità e di complicanze post-operatorie a cui sono associati. Proprio per questo, negli ultimi anni si è sentito il bisogno di affiancare al tema dell'appropriatezza anche quello della sicurezza e di dare perciò indicazioni chiare su quali siano le procedure più sicure per affrontare tonsillectomie e adenoidectomie. Nella nuova linea guida il gruppo multidisciplinare di esperti ha stilato una lista di raccomandazioni che definiscono in quali casi e secondo quali modalità debbano essere eseguite sia le tonsillecotmie sia le adenoidectomie. La linea guida è suddivisa in quattro parti relative alle indicazioni agli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia, alle tecniche chirurgiche e anestesiologiche, alla gestione perioperatoria dei pazienti tonsillectomizzati e agli aspetti clinico-organizzativi. In sintesi, secondo gli autori della linea guida le principali indicazioni agli interventi di tonsillectomia e/o adenoidectomia sono la sindrome dell'apnea ostruttiva del bambino con ipertrofia adenotonsillare e le forme severe di tonsillite ricorrente. Per quanto riguarda le tecniche chirurgiche, la linea guida raccomanda la dissezione "a freddo" rispetto alle moderne tecniche che prevedono l'utilizzo del laser. Infine, nel caso in cui siano soddisfatti requisiti sociali quali la presenza costante di un familiare e condizioni igienico-sanitarie domiciliari adeguate, la tonsillectomia può essere effettuata in regime di one day surgery e l'adenoidectomia in day surgery senza pernottamento.
http://www.acp.it/allegati/LG%20tonsillectomia.pdf
Effects of lisdexamfetamine dimesylate treatment for ADHD on growth.
Effects of lisdexamfetamine dimesylate treatment for ADHD on growth.
Faraone SV, Spencer TJ, Kollins SH, Glatt SJ.
State University of New York Upstate Medical University, Syracuse, NY 13210, USA. faraones@upstate.edu
Abstract
OBJECTIVE: To complete an exploratory uncontrolled study of the effects of lisdexamfetamine dimesylate (LDX) on growth of children treated for attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD).
METHOD: Height, weight, and body mass index (BMI) from 281 children ages 6 to 13 years from longitudinal assessments up to 15 months were compared to norms from the Centers for Disease Control.
RESULTS: At study entry, children were taller and heavier than average. Growth delays were largest for weight and BMI, and there was a 13 percentile point decrease in height. Children continued to grow in terms of height while treated with LDX; we found no increase in raw weight or BMI during the study period. LDX treatment was significantly associated with diminished gains in height, weight, and BMI compared to levels that would be expected based on age-appropriate standards from the Centers for Disease Control. Growth delays were greatest for the heaviest and tallest children, for those who had not previously received stimulant therapy, and for those with a greater cumulative exposure to LDX. More work is needed to determine effects on ultimate adult height.
CONCLUSIONS: Consistent with prior studies of stimulants, treatment with LDX leads to statistically significant reductions in expected height, weight, and BMI. Growth of patients with ADHD treated with LDX should be closely monitored and corrective action taken should growth delays be observed.
PMID: 20215923 [PubMed - indexed for MEDLINE]
Faraone SV, Spencer TJ, Kollins SH, Glatt SJ.
State University of New York Upstate Medical University, Syracuse, NY 13210, USA. faraones@upstate.edu
Abstract
OBJECTIVE: To complete an exploratory uncontrolled study of the effects of lisdexamfetamine dimesylate (LDX) on growth of children treated for attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD).
METHOD: Height, weight, and body mass index (BMI) from 281 children ages 6 to 13 years from longitudinal assessments up to 15 months were compared to norms from the Centers for Disease Control.
RESULTS: At study entry, children were taller and heavier than average. Growth delays were largest for weight and BMI, and there was a 13 percentile point decrease in height. Children continued to grow in terms of height while treated with LDX; we found no increase in raw weight or BMI during the study period. LDX treatment was significantly associated with diminished gains in height, weight, and BMI compared to levels that would be expected based on age-appropriate standards from the Centers for Disease Control. Growth delays were greatest for the heaviest and tallest children, for those who had not previously received stimulant therapy, and for those with a greater cumulative exposure to LDX. More work is needed to determine effects on ultimate adult height.
CONCLUSIONS: Consistent with prior studies of stimulants, treatment with LDX leads to statistically significant reductions in expected height, weight, and BMI. Growth of patients with ADHD treated with LDX should be closely monitored and corrective action taken should growth delays be observed.
PMID: 20215923 [PubMed - indexed for MEDLINE]
venerdì 10 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
mercoledì 8 dicembre 2010
«Per i tagli di Roma in Puglia manovra lacrime e sangue»
«Per i tagli di Roma
in Puglia manovra
lacrime e sangue»
La giunta regionale della Puglia ha approvato la manovra di bilancio. Trasporti e welfare i settori più falcidiati
Risorse correlate
1. • Monito dei sindacati sulla manovra 2011. Pdl: sgravi-bufala
2. • Vendola: «La destra vuole i precari per avere i loro voti»
BARI – Sarà una manovra di “lacrime e sangue. Lacrime nostre, sangue del popolo” : lo ha detto poco fa il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine della riunione di giunta sul Bilancio.
“Il governo Berlusconi – ha detto Vendola – ha tagliato somme ingenti, circa 300 milioni di euro, sulle competenze che lo Stato ha trasferito alle Regioni. La Regione Puglia con circa un miliardo di euro organizza la propria esistenza: a malapena si potranno pagare gli stipendi e poco più”.
“Si tratta, come ho già detto, – ha continuato Vendola – di un’opera di macelleria sociale fatta da Tremonti, con ferite purulente sulla carne viva dei ceti più disagiati”. Trasporti e welfare i settori più falcidiati: lo ha confermato l’assessore al Bilancio della Regione Puglia, Michele Pelillo.
“E' stata una manovra difficile. I dirigenti, per scriverla, non sono tornati a casa per giorni. Ci siamo trovati di fronte – ha detto Pelillo – a esigenze nuove: un patto di stabilità invalicabile, tagli lineari impietosi dal Governo su tutti i settori anche i più cruciali, il piano di rientro. Nel 2011 queste esigenze saranno strutturali, e nei fatti abbiamo dovuto predisporre un bilancio sia preventivo che consuntivo quasi allo stesso tempo, pur in presenza di variabili non quantificabili. Abbiamo tuttavia assicurato alcune priorità: il cofinanziamento dei fondi europei (93 mln), 34,5 mln per il piano di rientro, 17,5 mln per il fondo rischi, 10 mln per l’ospedale della Murgia, 3 mln per le Università, un settore tagliato rispetto all’anno scorso ma che abbiamo voluto comunque finanziare”.
Il bilancio autonomo assomma a circa 728 milioni di euro per le risorse disponibili. Confermato lo zero per le addizionali Irpef e Irba, mentre per l’Irap la giunta pugliese è “a disposizione per un confronto sulla crescita occupazionale per le nuove imprese”. “In più – ha aggiunto l’assessore – c'è la partecipazione al capitale sociale di Banca Etica, la destinazione del 5x1000 della Regione ai gravi indigenti e il comodato d’uso di stabili per l’Università di Foggia (Palestra) e il comune di Brindisi (Tommaseo)”.
ORE 19.11 - DECARO: GOVERNO TAGLIA 66% FONDI A PUGLIA NEL 2011
“Il governo nazionale sta azzerando completamente gli interventi sociali per il sostegno ai redditi delle famiglie povere pugliesi: solo l’anno prossimo la riduzione dei fondi per le famiglie povere della nostra regione sarà del 66%. E quando nel 2011cominceranno a manifestarsi i primi effetti dei tagli del governo, oltre che alla Regione anche a tutti gli enti locali, il sistema di welfare in Puglia scomparirà definitivamente”. Lo sostiene il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro.
“Le famiglie povere numerose che devono assistere un disabile o un anziano non autosufficiente, le famiglie in cui vivono persone affette da malattie gravi come la Sla o l'Alzheimer, – continua Decaro – vedranno dunque negarsi il diritto di ricevere gli assegni di cura, l’assistenza domiciliare, i contributi alloggiativi e l’assegno di prima dote per i nuovi nati”.
“Come se questo non bastasse, il governo - precisa Decaro – impedisce ai Comuni e alle Regioni di utilizzare il sistema di tassazione dei redditi più alti, negando così di fatto il principio naturale di solidarietà, secondo il quale chi ha di più aiuta chi è meno fortunato”.
“Senza dimenticare – prosegue – che il governo ha anche annullato alle Regioni i fondi per il cofinanziamento dei Piani sociali di zona a tutti i Comuni”. “Tutto questo – rileva - condannerà definitivamente le famiglie meno abbienti a un destino di fame e stenti”.
“E poichè – conclude Decaro – il governo nazionale starà a guardare con indifferenza mentre le famiglie pugliesi precipitano nel fondo di una società che non può più pensare a loro, a noi non resta altro da fare che appellarci alla carità della Chiesa e alla bontà delle associazioni di volontariato”.
ORE 21.01 - VITALI: VENDOLA PIANGE LACRIME DI COCCODRILLO
Le lamentele del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, sui tagli finanziari del governo non sono altro che “lacrime di coccodrillo”: è quanto sostiene in una nota il deputato pugliese del Pdl Luigi Vitali. “I pugliesi, piuttosto – aggiunge il parlamentare - verseranno lacrime vere e per colpa sua che ha usato la Regione solo come piedistallo per lanciarsi nell’agone politico nazionale e per fare questo, oltre ad essere stato praticamente assente dalla Puglia, ha speso male le risorse a cominciare dal disastro in cui versa la nostra sanità”.
“Ammetta le sue colpe e quelle dei suoi collaboratori - prosegue Vitali – la smetta di prendersela con Tremonti, Fitto ed il governo Berlusconi e pensi ai flop collezionati con la Corte costituzionale a proposito di acqua, stabilizzazioni e quant'altro. Le favole sono belle – conclude l’esponente del Pdl - ma la realtà alla fine prende prepotentemente il sopravvento e il risveglio è triste proprio come quello dei pugliesi”.
in Puglia manovra
lacrime e sangue»
La giunta regionale della Puglia ha approvato la manovra di bilancio. Trasporti e welfare i settori più falcidiati
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2. • Vendola: «La destra vuole i precari per avere i loro voti»
BARI – Sarà una manovra di “lacrime e sangue. Lacrime nostre, sangue del popolo” : lo ha detto poco fa il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al termine della riunione di giunta sul Bilancio.
“Il governo Berlusconi – ha detto Vendola – ha tagliato somme ingenti, circa 300 milioni di euro, sulle competenze che lo Stato ha trasferito alle Regioni. La Regione Puglia con circa un miliardo di euro organizza la propria esistenza: a malapena si potranno pagare gli stipendi e poco più”.
“Si tratta, come ho già detto, – ha continuato Vendola – di un’opera di macelleria sociale fatta da Tremonti, con ferite purulente sulla carne viva dei ceti più disagiati”. Trasporti e welfare i settori più falcidiati: lo ha confermato l’assessore al Bilancio della Regione Puglia, Michele Pelillo.
“E' stata una manovra difficile. I dirigenti, per scriverla, non sono tornati a casa per giorni. Ci siamo trovati di fronte – ha detto Pelillo – a esigenze nuove: un patto di stabilità invalicabile, tagli lineari impietosi dal Governo su tutti i settori anche i più cruciali, il piano di rientro. Nel 2011 queste esigenze saranno strutturali, e nei fatti abbiamo dovuto predisporre un bilancio sia preventivo che consuntivo quasi allo stesso tempo, pur in presenza di variabili non quantificabili. Abbiamo tuttavia assicurato alcune priorità: il cofinanziamento dei fondi europei (93 mln), 34,5 mln per il piano di rientro, 17,5 mln per il fondo rischi, 10 mln per l’ospedale della Murgia, 3 mln per le Università, un settore tagliato rispetto all’anno scorso ma che abbiamo voluto comunque finanziare”.
Il bilancio autonomo assomma a circa 728 milioni di euro per le risorse disponibili. Confermato lo zero per le addizionali Irpef e Irba, mentre per l’Irap la giunta pugliese è “a disposizione per un confronto sulla crescita occupazionale per le nuove imprese”. “In più – ha aggiunto l’assessore – c'è la partecipazione al capitale sociale di Banca Etica, la destinazione del 5x1000 della Regione ai gravi indigenti e il comodato d’uso di stabili per l’Università di Foggia (Palestra) e il comune di Brindisi (Tommaseo)”.
ORE 19.11 - DECARO: GOVERNO TAGLIA 66% FONDI A PUGLIA NEL 2011
“Il governo nazionale sta azzerando completamente gli interventi sociali per il sostegno ai redditi delle famiglie povere pugliesi: solo l’anno prossimo la riduzione dei fondi per le famiglie povere della nostra regione sarà del 66%. E quando nel 2011cominceranno a manifestarsi i primi effetti dei tagli del governo, oltre che alla Regione anche a tutti gli enti locali, il sistema di welfare in Puglia scomparirà definitivamente”. Lo sostiene il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro.
“Le famiglie povere numerose che devono assistere un disabile o un anziano non autosufficiente, le famiglie in cui vivono persone affette da malattie gravi come la Sla o l'Alzheimer, – continua Decaro – vedranno dunque negarsi il diritto di ricevere gli assegni di cura, l’assistenza domiciliare, i contributi alloggiativi e l’assegno di prima dote per i nuovi nati”.
“Come se questo non bastasse, il governo - precisa Decaro – impedisce ai Comuni e alle Regioni di utilizzare il sistema di tassazione dei redditi più alti, negando così di fatto il principio naturale di solidarietà, secondo il quale chi ha di più aiuta chi è meno fortunato”.
“Senza dimenticare – prosegue – che il governo ha anche annullato alle Regioni i fondi per il cofinanziamento dei Piani sociali di zona a tutti i Comuni”. “Tutto questo – rileva - condannerà definitivamente le famiglie meno abbienti a un destino di fame e stenti”.
“E poichè – conclude Decaro – il governo nazionale starà a guardare con indifferenza mentre le famiglie pugliesi precipitano nel fondo di una società che non può più pensare a loro, a noi non resta altro da fare che appellarci alla carità della Chiesa e alla bontà delle associazioni di volontariato”.
ORE 21.01 - VITALI: VENDOLA PIANGE LACRIME DI COCCODRILLO
Le lamentele del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, sui tagli finanziari del governo non sono altro che “lacrime di coccodrillo”: è quanto sostiene in una nota il deputato pugliese del Pdl Luigi Vitali. “I pugliesi, piuttosto – aggiunge il parlamentare - verseranno lacrime vere e per colpa sua che ha usato la Regione solo come piedistallo per lanciarsi nell’agone politico nazionale e per fare questo, oltre ad essere stato praticamente assente dalla Puglia, ha speso male le risorse a cominciare dal disastro in cui versa la nostra sanità”.
“Ammetta le sue colpe e quelle dei suoi collaboratori - prosegue Vitali – la smetta di prendersela con Tremonti, Fitto ed il governo Berlusconi e pensi ai flop collezionati con la Corte costituzionale a proposito di acqua, stabilizzazioni e quant'altro. Le favole sono belle – conclude l’esponente del Pdl - ma la realtà alla fine prende prepotentemente il sopravvento e il risveglio è triste proprio come quello dei pugliesi”.
COME DIVENTARE PIU' ALTI
Come fare a combattere la forza di Gravità
Il metodo Asgard combatte la gravità e stimola tutte le parti soggette alla crescita Con questo sistema tramite appositi specifici esercizi fisici, respiratori e dietetici potrai aiutare il tuo scheletro e le articolazioni ad allungarsi e diventare sane e forti. Il distanziarsi dei dischetti intervertebrali produrrà benefici su tutto l'organismo.
I
Gravità e crescita
Quando ci troviamo in piedi, il nostro corpo viene, per il fenomeno della gravità, attratto in giù e perciò ostacolato nella crescita; invece quando siamo distesi, esso è più libero di allungarsi. Mettetevi scalzi al muro come mostra la figura 1> Segnate la Vostra altezza. Sdraiatevi poi al suolo, raddrizzate lentamente il corpo e spingete quanto potete un libro con i talloni dei piedi, toccando con la testa il muro, figura 2. Misurate ora la vostra lunghezza e vedrete la differenza. Si dice che si cresce durante la notte, con Asgard Voi potete crescere durante il giorno perché con questa metodo oltre ad annullare la forza di gravità, si influenzano tutte le parti fisiologicamente suscettibili alla crescita.
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La differenza varia in media da 0,7 a 2 cm.
I
Il segreto è agire sulla molla del nostro corpo
La colonna vertebrale, che si estende dal bacino alla base cranica assomiglia ad una molla perché deve reagire con elasticità a tutti gli urti che colpiscono il corpo. La colonna perde elasticità se i muscoli che la sorreggano e determinano i suoi movimenti non si tendono e distendono con l'elasticità necessaria. In tal caso la molla del nostro corpo si affloscia, il busto e la test si curvano in avanti, la parte inferiore della colonna vertebrale rientra ed il bacino si piega in avanti. Compito del metodo ASGARD è impedire questo rilassamento e di trasformare questa posizione errata in una corretta. Correggendo il proprio portamento l'individuo può arrivare a guadagnare anche 3 cm in altezza. Mediante la tensione dei muscoli dorsali la colonna vertebrale si raddrizza, mediante il rafforzamento dei muscoli addominali il bacino viene rialzato e la parte lombare della colonna vertebrale torna nella sua giusta posizione.
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IORDINA I PRODOTTI DEL METODO ASGARD ATTENZIONE ogni ordine effettuato prima di mezzanotte Mercoledì, 08 Dicembre sarà evaso rapidamente, dopo ci possono essere dei ritardi viste le numerose richieste.
Il progresso e la scienza.
Oggi, nell'epoca dei progressi vertiginosi in tutti i rami della scienza e della genetica, si sono trovati anche nuovi mezzi per favorire l'allungamento e migliorare la corporatura dell'uomo. Parliamo del metodo Asgard, di integratori specifici che accelerano e favorisce la produzione dell''Hgh e della glucosammina e condroitina per potenziare la struttura osseo scheletrica . Stop al mal di schiena e alla stanchezza!
wpeC1.jpg (23254 byte)
Tutti respirano, ma spesso non correttamente. Nessuno si è preoccupato di insegnarci questo atto che compiamo circa 48.000 volte in 24 ore. Se respiriamo secondo una speciale tecnica che troverete nel trattato, gabbia toracica, sterno e scapola si elevano mentre la colonna vertebrale si estende. Ecco come si può provocare un semplice allungamento naturale del nostro scheletro.
Copyright © 2005
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Il metodo Asgard combatte la gravità e stimola tutte le parti soggette alla crescita Con questo sistema tramite appositi specifici esercizi fisici, respiratori e dietetici potrai aiutare il tuo scheletro e le articolazioni ad allungarsi e diventare sane e forti. Il distanziarsi dei dischetti intervertebrali produrrà benefici su tutto l'organismo.
I
Gravità e crescita
Quando ci troviamo in piedi, il nostro corpo viene, per il fenomeno della gravità, attratto in giù e perciò ostacolato nella crescita; invece quando siamo distesi, esso è più libero di allungarsi. Mettetevi scalzi al muro come mostra la figura 1> Segnate la Vostra altezza. Sdraiatevi poi al suolo, raddrizzate lentamente il corpo e spingete quanto potete un libro con i talloni dei piedi, toccando con la testa il muro, figura 2. Misurate ora la vostra lunghezza e vedrete la differenza. Si dice che si cresce durante la notte, con Asgard Voi potete crescere durante il giorno perché con questa metodo oltre ad annullare la forza di gravità, si influenzano tutte le parti fisiologicamente suscettibili alla crescita.
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La differenza varia in media da 0,7 a 2 cm.
I
Il segreto è agire sulla molla del nostro corpo
La colonna vertebrale, che si estende dal bacino alla base cranica assomiglia ad una molla perché deve reagire con elasticità a tutti gli urti che colpiscono il corpo. La colonna perde elasticità se i muscoli che la sorreggano e determinano i suoi movimenti non si tendono e distendono con l'elasticità necessaria. In tal caso la molla del nostro corpo si affloscia, il busto e la test si curvano in avanti, la parte inferiore della colonna vertebrale rientra ed il bacino si piega in avanti. Compito del metodo ASGARD è impedire questo rilassamento e di trasformare questa posizione errata in una corretta. Correggendo il proprio portamento l'individuo può arrivare a guadagnare anche 3 cm in altezza. Mediante la tensione dei muscoli dorsali la colonna vertebrale si raddrizza, mediante il rafforzamento dei muscoli addominali il bacino viene rialzato e la parte lombare della colonna vertebrale torna nella sua giusta posizione.
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IORDINA I PRODOTTI DEL METODO ASGARD ATTENZIONE ogni ordine effettuato prima di mezzanotte Mercoledì, 08 Dicembre sarà evaso rapidamente, dopo ci possono essere dei ritardi viste le numerose richieste.
Il progresso e la scienza.
Oggi, nell'epoca dei progressi vertiginosi in tutti i rami della scienza e della genetica, si sono trovati anche nuovi mezzi per favorire l'allungamento e migliorare la corporatura dell'uomo. Parliamo del metodo Asgard, di integratori specifici che accelerano e favorisce la produzione dell''Hgh e della glucosammina e condroitina per potenziare la struttura osseo scheletrica . Stop al mal di schiena e alla stanchezza!
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Tutti respirano, ma spesso non correttamente. Nessuno si è preoccupato di insegnarci questo atto che compiamo circa 48.000 volte in 24 ore. Se respiriamo secondo una speciale tecnica che troverete nel trattato, gabbia toracica, sterno e scapola si elevano mentre la colonna vertebrale si estende. Ecco come si può provocare un semplice allungamento naturale del nostro scheletro.
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DA LORIS FACCHINETTI A GIROLAMO MELIS - DA LORIS FACCHINETTI & GIROLAMO MELIS A... TUTTI Una pro-vocazione, un Samizdat.
mercoledì 8 dicembre 2010
DA LORIS FACCHINETTI A GIROLAMO MELIS - DA LORIS FACCHINETTI & GIROLAMO MELIS A... TUTTI
Una pro-vocazione, un Samizdat.
Abbiamo un Dovere
Caro Girolamo,
ho letto molte delle tue “invettive” contro ipocriti, corrotti, corruttori, bugiardi, furbi e furbastri. Ho letto le tue parole violente contro l’egoismo di molti. Ho letto i tuoi appelli accorati in difesa dei più deboli, degli emarginati, dei dimenticati. Ho letto anche i tuoi attacchi violenti contro i politici. In verità hai scelto come bersagli alcuni politici dal comportamento particolarmente odioso ed ambiguo e, con un po’ di faziosità, li hai additati come campioni di falsità e di tradimento. Probabilmente hai ragione.
Tuttavia non sono convinto che questa tua “selezione” sia sufficiente e, soprattutto, mi preoccupa vederti avvicinare indifeso e disarmato a questo torbido groviglio di fameliche iene. Sono anni che, insieme, tentiamo di portare nel mondo dei politici la vocazione al bene comune. Sono anni che cerchiamo di mostrare, anche con l’esempio, il valore sommo dell’altruismo e dell’amore per il prossimo. Sono anni che tutti i politici che conosciamo, che abbiamo aiutato a crescere e a vincere, appena giunti al potere, come piccoli giuda, ci tradiscono e diventano arroganti e sleali, affascinati dai furbetti e dai raccomandati, attirati dai corrotti, assetati di vanità e di ambizione. Troppe volte è accaduto.
Ho riflettuto. I casi sono troppi. Allora è una malattia. Una malattia dell’anima. Un tumore maligno che penetra nella mente e nel cuore di chi pratica qualunque potere. Una metastasi inarrestabile che corrode le fibre divine dello spirito e tramuta gli uomini e le donne in mostri senza morale, senza Dio, senza umanità. Danzano come baccanti in un'ebbrezza continua, in un delirio di onnipotenza, nella convinzione di essere sopra ogni legge, immortali ed invincibili. A che serve, Girolamo caro, riempirli di invettive inutili e impotenti? A che servirebbe una rivoluzione cruenta che, assieme ai lutti, provocherebbe l’effimero risultato di sostituire mostri con altri mostri?
Allora che fare? Possiamo solo seminare Verità e Giustizia. Possiamo solo cercare nelle nuove generazioni i più generosi ed aiutarli a diventare una nuova classe dirigente temprata nell’anima e nello spirito, consapevole che il cammino umano è un breve passaggio da riempire con opere al servizio del prossimo da lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi. Dovremmo tentare di costruire delle comunità del sapere, una fitta rete di comunità dedite a formare il cuore e la mente, un’unione di persone libere dalla sete di potere destinata a donare alla società un esempio di solidarismo e di altruismo. Ai politici dall’anima malata possiamo offrire, anche gratuitamente, le nostre cure amorevoli. Siamo in grado di guarirli se si affidano a noi.
Negli ospedali, negli ospizi, nelle favelas, nelle periferie più degradate, nei territori del dolore e della sofferenza umana abbiamo trovato gli antidoti contro la sete di potere, contro l’ambizione smodata, contro l’ipocrisia, contro l’arroganza, contro la slealtà, contro la vigliaccheria, contro la vanità. La guarigione è garantita. Girolamo, avevo voglia di dirti di nuovo, tutto questo. Abbiamo un dovere.
Vale. Loris
*********************
Sì, Loris.
Questa è la strada.
Ma il solo modo che io ho trovato per testimoniare & tenere desto il vulcano di "Vincere!", è quello che vedi qui e che sparo fuori di qui con i pochi mezzi disponibili, da solo in questa periferia della carità che è Milano. L'Invettiva e l'Anatema sono le forme bibliche e evangeliche dell'avvicinare la lontananza, del pro-vocare - oltre agli infami - gli Innocenti, i giovanissimi. Ma soprattutto, inutile negarlo, sono gli strumenti del tenere più che desto il mio furore.
La strada è Insieme. Come sai, gli abbiamo dato tanti Nomi. Ora sembra che stia per convergere in un sentiero che porta alla radura, sulla quale ci incontreremo con i tanti Altri: la mia devozione al Pensiero chiama "Lichtung" quella radura; la mia consonanza affettiva con te e col mondo, le dà nome "Tenda nel deserto".
Poi magari, saliremo a lanciare ululati alla Luna, arrampicandoci sul Monte dei Cocci.
Siamo vicini.
Giro
Di Girolamo Melis
Categorie: LA CITTÀ DEGLI UGUALI
1 comments:
Anonimo ha detto...
grazie per aver deciso di far emergere queste vostre "parole".
a presto
gabriele rossi
mercoledì, 08 dicembre, 2010
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Tuttavia non sono convinto che questa tua “selezione” sia sufficiente e, soprattutto, mi preoccupa vederti avvicinare indifeso e disarmato a questo torbido groviglio di fameliche iene. Sono anni che, insieme, tentiamo di portare nel mondo dei politici la vocazione al bene comune. Sono anni che cerchiamo di mostrare, anche con l’esempio, il valore sommo dell’altruismo e dell’amore per il prossimo. Sono anni che tutti i politici che conosciamo, che abbiamo aiutato a crescere e a vincere, appena giunti al potere, come piccoli giuda, ci tradiscono e diventano arroganti e sleali, affascinati dai furbetti e dai raccomandati, attirati dai corrotti, assetati di vanità e di ambizione. Troppe volte è accaduto.
Ho riflettuto. I casi sono troppi. Allora è una malattia. Una malattia dell’anima. Un tumore maligno che penetra nella mente e nel cuore di chi pratica qualunque potere. Una metastasi inarrestabile che corrode le fibre divine dello spirito e tramuta gli uomini e le donne in mostri senza morale, senza Dio, senza umanità. Danzano come baccanti in un'ebbrezza continua, in un delirio di onnipotenza, nella convinzione di essere sopra ogni legge, immortali ed invincibili. A che serve, Girolamo caro, riempirli di invettive inutili e impotenti? A che servirebbe una rivoluzione cruenta che, assieme ai lutti, provocherebbe l’effimero risultato di sostituire mostri con altri mostri?
Allora che fare? Possiamo solo seminare Verità e Giustizia. Possiamo solo cercare nelle nuove generazioni i più generosi ed aiutarli a diventare una nuova classe dirigente temprata nell’anima e nello spirito, consapevole che il cammino umano è un breve passaggio da riempire con opere al servizio del prossimo da lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi. Dovremmo tentare di costruire delle comunità del sapere, una fitta rete di comunità dedite a formare il cuore e la mente, un’unione di persone libere dalla sete di potere destinata a donare alla società un esempio di solidarismo e di altruismo. Ai politici dall’anima malata possiamo offrire, anche gratuitamente, le nostre cure amorevoli. Siamo in grado di guarirli se si affidano a noi.
Negli ospedali, negli ospizi, nelle favelas, nelle periferie più degradate, nei territori del dolore e della sofferenza umana abbiamo trovato gli antidoti contro la sete di potere, contro l’ambizione smodata, contro l’ipocrisia, contro l’arroganza, contro la slealtà, contro la vigliaccheria, contro la vanità. La guarigione è garantita. Girolamo, avevo voglia di dirti di nuovo, tutto questo. Abbiamo un dovere.
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Sì, Loris.
Questa è la strada.
Ma il solo modo che io ho trovato per testimoniare & tenere desto il vulcano di "Vincere!", è quello che vedi qui e che sparo fuori di qui con i pochi mezzi disponibili, da solo in questa periferia della carità che è Milano. L'Invettiva e l'Anatema sono le forme bibliche e evangeliche dell'avvicinare la lontananza, del pro-vocare - oltre agli infami - gli Innocenti, i giovanissimi. Ma soprattutto, inutile negarlo, sono gli strumenti del tenere più che desto il mio furore.
La strada è Insieme. Come sai, gli abbiamo dato tanti Nomi. Ora sembra che stia per convergere in un sentiero che porta alla radura, sulla quale ci incontreremo con i tanti Altri: la mia devozione al Pensiero chiama "Lichtung" quella radura; la mia consonanza affettiva con te e col mondo, le dà nome "Tenda nel deserto".
Poi magari, saliremo a lanciare ululati alla Luna, arrampicandoci sul Monte dei Cocci.
Siamo vicini.
Giro
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Anonimo ha detto...
grazie per aver deciso di far emergere queste vostre "parole".
a presto
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martedì 7 dicembre 2010
Decaro a Vendola: “Vuoi ancora cambiare la legge elettorale?”
Decaro a Vendola: “Vuoi ancora cambiare la legge elettorale?”
“A questo punto chiediamo a Vendola se voglia davvero cambiare l’attuale legge elettorale, restituendo concretamente la facoltà ai cittadini italiani di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento”. Lo sostiene il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, commentando il “no” del governatore della Puglia “al meccanismo delle primarie per scegliere i parlamentari pugliesi”.
“Appare un controsenso – spiega il capogruppo Pd – quello espresso dal leader di Sel, che chiede al più grande partito di opposizione in Italia di fare le primarie per scegliere l’anti Berlusconi. Ma, quando si tratta di restituire ai cittadini la sovranità popolare, consentendo loro di eleggere un vero rappresentante del proprio territorio, fa una retromarcia che probabilmente non convince neppure la totalità del suo stesso partito”.
“Vendola – prosegue Decaro – sostiene di aver paura che le primarie facciano finire in Parlamento i piccoli boss locali. Tutto il contrario, crediamo noi, che invece riteniamo bisognerebbe avere paura degli amici e delle amiche dei boss nazionali, di quelli che decidono nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti e non concedono una possibilità di replica”.
“Non posso credere – sostiene il capogruppo Pd – che Vendola voglia davvero lasciare la scelta dei parlamentari alla volontà ragionieristica delle segreterie di partito. E ci sembra quanto meno ambigua questa sua scelta di chiedere le primarie solo ai partiti degli altri, lasciando invece il suo partito fuori dalla logica democratica delle primarie che, come ha sostenuto più volte lo stesso Vendola, sono una ‘necessità assoluta e un diritto intoccabile del popolo del centrosinistra’. Bene non possono esserlo solo quando il protagonista di questo processo si chiama Nichi Vendola, e trasformarsi d’un tratto in uno strumento dei boss locali, quando si tratta di applicarlo a tutti gli altri”.
“Per evitare che vengano premiati i ‘reucci locali’ a scapito dei giovani, delle donne e degli intellettuali - aggiunge il capogruppo Pd - basta non mettere in lista i reucci. Il Partito democratico pugliese vuole armare i cittadini di primarie sacrosante e legittime. E Vendola, da leader lungimirante e democratico qual è, capirà presto che questa è l’unica strada che i cittadini pugliesi vogliono seguire, per impedire che un processo democratico come le primarie, si compia solo a metà”.
“A questo punto chiediamo a Vendola se voglia davvero cambiare l’attuale legge elettorale, restituendo concretamente la facoltà ai cittadini italiani di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento”. Lo sostiene il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, commentando il “no” del governatore della Puglia “al meccanismo delle primarie per scegliere i parlamentari pugliesi”.
“Appare un controsenso – spiega il capogruppo Pd – quello espresso dal leader di Sel, che chiede al più grande partito di opposizione in Italia di fare le primarie per scegliere l’anti Berlusconi. Ma, quando si tratta di restituire ai cittadini la sovranità popolare, consentendo loro di eleggere un vero rappresentante del proprio territorio, fa una retromarcia che probabilmente non convince neppure la totalità del suo stesso partito”.
“Vendola – prosegue Decaro – sostiene di aver paura che le primarie facciano finire in Parlamento i piccoli boss locali. Tutto il contrario, crediamo noi, che invece riteniamo bisognerebbe avere paura degli amici e delle amiche dei boss nazionali, di quelli che decidono nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti e non concedono una possibilità di replica”.
“Non posso credere – sostiene il capogruppo Pd – che Vendola voglia davvero lasciare la scelta dei parlamentari alla volontà ragionieristica delle segreterie di partito. E ci sembra quanto meno ambigua questa sua scelta di chiedere le primarie solo ai partiti degli altri, lasciando invece il suo partito fuori dalla logica democratica delle primarie che, come ha sostenuto più volte lo stesso Vendola, sono una ‘necessità assoluta e un diritto intoccabile del popolo del centrosinistra’. Bene non possono esserlo solo quando il protagonista di questo processo si chiama Nichi Vendola, e trasformarsi d’un tratto in uno strumento dei boss locali, quando si tratta di applicarlo a tutti gli altri”.
“Per evitare che vengano premiati i ‘reucci locali’ a scapito dei giovani, delle donne e degli intellettuali - aggiunge il capogruppo Pd - basta non mettere in lista i reucci. Il Partito democratico pugliese vuole armare i cittadini di primarie sacrosante e legittime. E Vendola, da leader lungimirante e democratico qual è, capirà presto che questa è l’unica strada che i cittadini pugliesi vogliono seguire, per impedire che un processo democratico come le primarie, si compia solo a metà”.
Migliorare la forma fisica per diventare più intelligenti
Migliorare la forma fisica per diventare più intelligenti
Di Paola Pagliaro, in Fitness e Allenamento, Medicina News.
Chi lo dice che i palestrati siano tutti belli senza cervello? Un luogo comune da sfatare, a quanto pare. Per riportare in auge un motto ancora più antico: mens sana in corpore sano. Un recente studio ha infatti dimostrato che il quoziente intellettivo aumenta quando il fisico è in forma e si svolge un’attività sportiva regolarmente.
La ricerca, effettuata da Michael Nilsson su un campione molto vasto di giovani svedesi, più di un milione di persone coinvolte, è stata condotta presso la Sahlgrenska Academy e l’università di Sahlgrenska. E ha dimostrato come prendersi cura della forma fisica, fare sport, o qualsiasi altro tipo di attività che prevede il movimento è anche un ottimo modo per diventare più intelligenti. In particolare tra i 15 ed i 18 anni chi è attivo fisicamente vede innalzarsi il livello di quoziente intellettivo. Una ragione in più per praticare sport e per incoraggiare i giovanissimi ad una vita lontano dalla sedia.
Di Paola Pagliaro, in Fitness e Allenamento, Medicina News.
Chi lo dice che i palestrati siano tutti belli senza cervello? Un luogo comune da sfatare, a quanto pare. Per riportare in auge un motto ancora più antico: mens sana in corpore sano. Un recente studio ha infatti dimostrato che il quoziente intellettivo aumenta quando il fisico è in forma e si svolge un’attività sportiva regolarmente.
La ricerca, effettuata da Michael Nilsson su un campione molto vasto di giovani svedesi, più di un milione di persone coinvolte, è stata condotta presso la Sahlgrenska Academy e l’università di Sahlgrenska. E ha dimostrato come prendersi cura della forma fisica, fare sport, o qualsiasi altro tipo di attività che prevede il movimento è anche un ottimo modo per diventare più intelligenti. In particolare tra i 15 ed i 18 anni chi è attivo fisicamente vede innalzarsi il livello di quoziente intellettivo. Una ragione in più per praticare sport e per incoraggiare i giovanissimi ad una vita lontano dalla sedia.
lunedì 6 dicembre 2010
Marchionne: "Uscire da Confindustria? E' un dettaglio, abbiamo diversi piani B"
Marchionne: "Uscire da Confindustria?
E' un dettaglio, abbiamo diversi piani B"
DETROIT - "Entrare o uscire da Confindustria è un dettaglio, ma non importa. Quello che importa è garantire a Fiat la governabilità dell'impianto" di Mirafiori. Lo ha detto l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne, parlando dallo stabilimento di Sterling Heights, in Michigan. "Io non ho preconcetti, lavoro nel contesto che ho, ma Fiat è in società con Chrysler e dobbiamo garantire a loro il successo degli investimenti", ha detto Marchionne.
Sul futuro di Mirafiori, ha spiegato ancora Marchionne, "il dialogo è in corso". Rispondendo a chi chiedeva se l'accordo sarebbe arrivato entro Natale, ha risposto "Non so, ma ho diversi piani B", precisando comunque che "questa non è una minaccia".
Marchionne si riferisce al fatto che Confindustria sta cercando da tempo di ricucire i rapporti tra Fiat e sindacati, per evitare che la rottura sul contratto di Mirafiori abbia come conseguenza la scomparsa del contratto nazionale dei metalmeccanici. Ma venerdì alle 13 la delegazione del Lingotto ha fatto sapere che, nonostante le trattative in corso, il contratto per Mirafiori sarebbe stato scritto fuori da ogni regola preesistente, anche fuori dal contratto del 2009 non sottoscritto dalla Cgil. Ma su questo punto anche Fim e Uilm hanno dissentito e la Fiat ha rotto la trattativa.
Un
incontro tra Marchionne e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia è stato fissato per questa settimana: "Non so, giovedì o venerdì a New York", ha risposto infatti Marchionne a chi chiedeva di un possibile faccia a faccia sul futuro di Mirafiori.
E' un dettaglio, abbiamo diversi piani B"
DETROIT - "Entrare o uscire da Confindustria è un dettaglio, ma non importa. Quello che importa è garantire a Fiat la governabilità dell'impianto" di Mirafiori. Lo ha detto l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat Sergio Marchionne, parlando dallo stabilimento di Sterling Heights, in Michigan. "Io non ho preconcetti, lavoro nel contesto che ho, ma Fiat è in società con Chrysler e dobbiamo garantire a loro il successo degli investimenti", ha detto Marchionne.
Sul futuro di Mirafiori, ha spiegato ancora Marchionne, "il dialogo è in corso". Rispondendo a chi chiedeva se l'accordo sarebbe arrivato entro Natale, ha risposto "Non so, ma ho diversi piani B", precisando comunque che "questa non è una minaccia".
Marchionne si riferisce al fatto che Confindustria sta cercando da tempo di ricucire i rapporti tra Fiat e sindacati, per evitare che la rottura sul contratto di Mirafiori abbia come conseguenza la scomparsa del contratto nazionale dei metalmeccanici. Ma venerdì alle 13 la delegazione del Lingotto ha fatto sapere che, nonostante le trattative in corso, il contratto per Mirafiori sarebbe stato scritto fuori da ogni regola preesistente, anche fuori dal contratto del 2009 non sottoscritto dalla Cgil. Ma su questo punto anche Fim e Uilm hanno dissentito e la Fiat ha rotto la trattativa.
Un
incontro tra Marchionne e la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia è stato fissato per questa settimana: "Non so, giovedì o venerdì a New York", ha risposto infatti Marchionne a chi chiedeva di un possibile faccia a faccia sul futuro di Mirafiori.
giovedì 2 dicembre 2010
Grow Taller Exercises
Grow Taller Exercises
Some height increasing exercises, along with proper diet and better sleeping habits, may help aid the growing process. However, for an adult to grow taller significantly is something that has not been substantiated with evidence by medical professionals. Adolescents who are still growing may see some improvements, especially if they adhere to the nutritional advice. An important factor is age. You can't change or control when your growth plates fuse up and close. Usually this happens around the age of 24. You may still grow after that, but it is a lot harder. Younger children may grow taller more with a good diet and a better exercise plan than they might grow without them. Genetics still play a very important role to determine the final height of an individual.
Grow Taller Exercise
Here you can see some of the grow taller exercises that may supplement human growth. You can use the exercises and stretches as part of your daily routine. As with any other exercise program, the key to success is dedication and persistence. A lot of people fail to follow an exercise plan because they start off with an abundance of enthusiasm and energy only to quit within a couple of weeks because they over did it.
Lastly, these exercises will help improve your posture and flexibility in addition to the possibility of increasing height. Please consult your doctor before starting with any exercising program. You can also integrate these with your own exercising plan. Now let's go over these height increasing exercises:
1. Cobra
2. Super Cobra
3. Cat Stretch
4. Basic Leg Stretch
5. The Bridge
6. The Table
7. The Bow Down
8. The Yawn
9. The Super Stretch
10. Hands on the Head Bow Down
11. Wall Stretch
12. Straight Leg Up
13. Touch Toes
14. Two Straight Legs Up
15. The Downhill
16. Hanging
17. Other Exercises
Back to: How to Grow Taller
Some height increasing exercises, along with proper diet and better sleeping habits, may help aid the growing process. However, for an adult to grow taller significantly is something that has not been substantiated with evidence by medical professionals. Adolescents who are still growing may see some improvements, especially if they adhere to the nutritional advice. An important factor is age. You can't change or control when your growth plates fuse up and close. Usually this happens around the age of 24. You may still grow after that, but it is a lot harder. Younger children may grow taller more with a good diet and a better exercise plan than they might grow without them. Genetics still play a very important role to determine the final height of an individual.
Grow Taller Exercise
Here you can see some of the grow taller exercises that may supplement human growth. You can use the exercises and stretches as part of your daily routine. As with any other exercise program, the key to success is dedication and persistence. A lot of people fail to follow an exercise plan because they start off with an abundance of enthusiasm and energy only to quit within a couple of weeks because they over did it.
Lastly, these exercises will help improve your posture and flexibility in addition to the possibility of increasing height. Please consult your doctor before starting with any exercising program. You can also integrate these with your own exercising plan. Now let's go over these height increasing exercises:
1. Cobra
2. Super Cobra
3. Cat Stretch
4. Basic Leg Stretch
5. The Bridge
6. The Table
7. The Bow Down
8. The Yawn
9. The Super Stretch
10. Hands on the Head Bow Down
11. Wall Stretch
12. Straight Leg Up
13. Touch Toes
14. Two Straight Legs Up
15. The Downhill
16. Hanging
17. Other Exercises
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IL CAFFÈ DOPO PASTO POTREBBE PREVENIRE IL DIABETE DI TIPO 2
IL CAFFÈ DOPO PASTO POTREBBE PREVENIRE IL DIABETE DI TIPO 2
La ricerca “Un possibile meccanismo d'azione del caffè nella prevenzione del diabete”, condotta dall'Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) e di prossima pubblicazione, avanza l'ipotesi secondo la quale sarebbe possibile inibire gli enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati grazie all'azione dei composti fenolici presenti nel caffè, con un meccanismo simile ad alcuni farmaci antidiabetogeni.
La ricerca INRAN, utilizzando l'approccio biochimico e bioinformatico, evidenzia che è proprio grazie alla presenza degli acidi clorogenico, ferulico e caffeico - i composti fenolici del caffè - ma non alla caffeina, che avviene l'inibizione dell' α-glucosidasi. Ciò può accadere solo se il caffè è consumato dopo il pasto, perché i composti fenolici della bevanda sembrerebbero in grado di bloccare i residui del sito attivo dell'enzima responsabili dell'idrolisi degli oligosaccaridi. Pertanto il caffè, sia esso normale o decaffeinato, potrebbe ridurre i livelli di glicemia post-prandiale e prevenire l'insorgenza del diabete di tipo 2.
L'attività di prevenzione del caffè nei confronti dell'insorgenza di diabete di tipo 2, già provata come dose-dipendente (più caffè meno rischio), dovrà però essere verificata in vivo sull'uomo, valutando la risposta glicemica a un pasto ricco in carboidrati complessi in presenza e assenza di caffè.
Utili approfondimenti sono disponibili anche sul booklet Caffè e Diabete, a firma INRAN, l'ultimo pubblicato della raccolta monografica CAFFÈ e SALUTE, che annovera a tutt'oggi i titoli Caffè e Salute, Caffè e Donna, Caffè e Apparato Gastroenterico, Caffè e Cuore, Caffè e Antiossidanti, Caffè e Tumori. È possibile richiedere la raccolta monografica - dedicata ai professionisti della salute - al sito www.caffemedicina.it
La ricerca “Un possibile meccanismo d'azione del caffè nella prevenzione del diabete”, condotta dall'Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) e di prossima pubblicazione, avanza l'ipotesi secondo la quale sarebbe possibile inibire gli enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati grazie all'azione dei composti fenolici presenti nel caffè, con un meccanismo simile ad alcuni farmaci antidiabetogeni.
La ricerca INRAN, utilizzando l'approccio biochimico e bioinformatico, evidenzia che è proprio grazie alla presenza degli acidi clorogenico, ferulico e caffeico - i composti fenolici del caffè - ma non alla caffeina, che avviene l'inibizione dell' α-glucosidasi. Ciò può accadere solo se il caffè è consumato dopo il pasto, perché i composti fenolici della bevanda sembrerebbero in grado di bloccare i residui del sito attivo dell'enzima responsabili dell'idrolisi degli oligosaccaridi. Pertanto il caffè, sia esso normale o decaffeinato, potrebbe ridurre i livelli di glicemia post-prandiale e prevenire l'insorgenza del diabete di tipo 2.
L'attività di prevenzione del caffè nei confronti dell'insorgenza di diabete di tipo 2, già provata come dose-dipendente (più caffè meno rischio), dovrà però essere verificata in vivo sull'uomo, valutando la risposta glicemica a un pasto ricco in carboidrati complessi in presenza e assenza di caffè.
Utili approfondimenti sono disponibili anche sul booklet Caffè e Diabete, a firma INRAN, l'ultimo pubblicato della raccolta monografica CAFFÈ e SALUTE, che annovera a tutt'oggi i titoli Caffè e Salute, Caffè e Donna, Caffè e Apparato Gastroenterico, Caffè e Cuore, Caffè e Antiossidanti, Caffè e Tumori. È possibile richiedere la raccolta monografica - dedicata ai professionisti della salute - al sito www.caffemedicina.it
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